La più piccola nella squadra de ‘L’Allieva’

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La sceneggiatrice Maddalena Mangano si racconta, dal Wivaio di WGI al successo sulla Rai

Maddalena (detta Magda) Mangano è nata a Messina nel 1988, e fa parte del team che ha scritto la sceneggiatura de ‘L’Allieva’.

Sei la più piccola della squadra de L’Allieva, come hai vissuto quest’esperienza?

“L’Allieva è stato il mio primo lavoro professionale. Ho imparato a lavorare in team. Tutto è cominciato grazie a Peter che è stato mio insegnante in Accademia. Fin da subito il gruppo è stato molto amalgamato. Tutto è nato dall’intuizione di Peter (Exacoustos, ndr) che ha visto nei libri di Alessia Gazzolla un grande potenziale. E’ difficile incontrate la congiunzione fra libro e serie tv. Da qui l’avventura, iniziata con l’adattamento dei romanzi, decidere cosa utilizzare e cosa scartare e poi la scrittura. Il clima è di amicizia, collaborazione, sostegno. I rapporti umani sono fondamentali. Anche il rapporto con Fabrizia (Midulla, ndr) è stato importante. Collaborare con una sceneggiatrice donna d’esperienza aiuta l’intesa per i gusti femminili”. Nel lavoro in team come hai vissuto la pressione con gli altri reparti?

“Ci sono stati momenti di condivisione ma anche di difficoltà. Ovviamente la scrittrice ha immaginato dei personaggi e noi dovevamo portarli sullo schermo. Abbiamo dovuto scendere a compromessi, ma le visioni diverse e le pressioni per i tempi sono la norma”.

Partecipare a una serie di successo come ha influenzato il tuo essere autrice?

“Sicuramente è stata un’emozione. Vedere il mio nome in video dopo molti anni di lavoro, è forte! Un conto è lavorarci e un conto è firmare una puntata. Nel momento in cui vedi che le tue parole arrivano allo schermo, impari anche a scriverle in un certo modo. A pensarle. Un modo molto meno egocentrico e attaccato alle tue idee e invece molto più rivolto al pubblico. Hai una responsabilità, come quella di mandare messaggi positivi, di speranza e di fiducia soprattutto nella situazione di crisi dove la gente ha paura di lasciarsi andare”.

Si vede lo sceneggiatore sempre come un orso dietro le quinte ma non si può prescindere dalla relazione con lo spettatore. Che ne pensi?

“Non solo gli attori ma tutti i reparti si dovrebbero confrontare col pubblico. Il fascino di questo mestiere è questo: noi siamo attori dietro le quinte. Essere nell’ombra ma mettersi in mostra non col corpo ma con la parola”.

Tu fai parte del Wivaio di WGI-Writers Guild Italia. Che contributo ti ha dato e ti dà nel tuo lavoro?

“E’ stata un’iniziazione. Mi sono avvicinata a WGI quando ancora ero studente di sceneggiatura. Ho partecipato a molte masterclass. Ora è un gruppo di cui mi sento parte, che mi tutela e un’occasione costante di confronto. Scambiarsi idee non è mai abbastanza e in WGI si ha questa opportunità”.

Qual è il tuo progetto del cuore?

“Sarà scontato ma è l’Allieva. Mi ha coinvolto per più tempo”.

Com’è lasciare i personaggi che scrivi?

“E’ strano ma hanno vita propria e continuano a vivere dentro di te. La speranza è sempre quella di continuare a dargli respiro perché ci insegnano sempre qualcosa”.

Fammi una citazione de L’Allieva.

“’Vi siete mai sentiti a un passo da un traguardo importante, quando i centimetri che vi separano dalla felicità sono così pochi… che basterebbe chiudere gli occhi per assaporare quell’attimo che tanto aspettavate’. Questa frase rappresenta la speranza di riuscire a realizzare i propri sogni; come per me quello di diventare una sceneggiatrice”.

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