Robert Duvall fa 90

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E’ stato il simbolo degli anni ’70 holliwoodiani, dal Padrino ad Apocalypse Now

Sei volte candidato all’Oscar, di cui uno vinto e una sessantina di riconoscimenti alla carriera. Mostro sacro della celluloide, Robert Selden Duvall ha lavorato in tv, teatri, film, finendo per essere un simbolo di Hollywood. Un simbolo che domani compie 90 anni.

Robert Duvall fa 90. E’ stato il simbolo degli anni ’70 holliwoodiani, dal Padrino ad Apocalypse Now

Californiano, nato a San Diego il 5 gennaio 1931, figlio dell’ammiraglio William Howard Duvall e di Mildred Virginia Hart, attrice dilettante. La sua famiglia ha origini francesi, tedesche e britanniche e discende di Robert Edward Lee, il generale confederato nella Guerra di secessione che lui stesso ha interpretato in ‘Gods and Generals’. Non bastasse, una sua ava venne adottata da George Washington. La sua carriera inizia frequentando i corsi di recitazione di Sanford Meisner a New York, allorché divide casa con Dustin Hoffman e Gene Hackman. Nel 1953 entra nell’esercito e viene mandato a combattere in Corea. Quando torna ottiene da Meisner il primo ruolo rilevante a teatro. Nel frattempo ha assaggiato per la prima volta il grande schermo in ‘Lassù qualcuno mi ama’ (1956) con Paul Newman. Ma ci vorranno sei anni perché Hollywood lo scopra alla grande, grazie al ruolo del malato di mente ne ‘Il buio oltre la siepe’ vicino a Gregory Peck. Si fa caratterista alla fine degli anni ’60 quando incontra i giovani maestri di quell’incredibile generazione: dopo ‘La caccia’ di Arthur Penn (1966) e ‘Conto alla rovescia’ (1968) di Robert Altman toccherà a Francis Ford Coppola al suo esordio con ‘Non torno a casa stasera’ (1969), poi George Lucas (‘L’uomo che fuggì dal futuro’, 1971) fino all’imprevisto exploit de ‘Il padrino’ (1972) che gli fa incassare la prima nomination all’Oscar. Che poi si porterà a casa nel 1984 con ‘Tender Mercies’ di Bruce Beresford. Con Coppola ritornerà con ‘La conversazione’ e con il mitico ‘Apocalypse Now’ (1979) nel quale Duvall sarà il colonnello Kilgore.

A seguito di quel momento di gloria, Duvall devia dalle luci dealla ribalta, opta sempre più spesso per il piccolo schermo, si inventa una nuova strada come produttore, per cinque volte fa il regista. L’anno prossimo sarà sullo schermo in ’12 potenti orfani’ di Ty Roberts con l’amico Martin Sheen, e in ‘Hustle’ di Jeremiah Zagar. Repubblicano storico, è amico dei Bush, padre e figlio. Ha messo la faccia nella campagna elettorale del 2008 per John McCain. Ma dopo l’affermazione di Donald Trump nel 2016, ha preso le distanze  dal Gop, come altri e prima di altri, bollando i repubblicani attuali come un “autentico pasticcio”.

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