“Bentornato papà”, un film per crescere insieme

Bentornato papà

L’opera seconda di Domenico Fortunato in sala dal 7 ottobre

Bentornato papà, in anteprima al Bif&st 2021 e dal 7 ottobre in sala, vede Domenico Fortunato nel triplice ruolo di sceneggiatore, attore e regista, qui alla sua seconda prova dietro la macchina da presa dopo la commedia sentimentale “Wine to love, i colori dell’amore”.

Il film mette al centro del racconto una famiglia normale, semplice.
Franco (Fortunato), un padre buono, attento, che divide la vita tra i suoi cari ed il lavoro. Il figlio Andrea (Riccardo Mandolini), che non vuole iscriversi ad ingegneria e seguire le orme paterne per dedicarsi alla musica, la sua passione. La figlia Alessandra (Giuliana Simeone), sensibile e mite, sogna di diventare maestra. La moglie Anna (Donatella Finocchiaro) casalinga apprensiva ed amorevole. Il fratello, Silvano (Giorgio Colangeli), a cui è fortemente legato. Un ictus colpisce Franco improvvisamente, sconvolgendo la sua vita e quella dei suoi cari, la malattia e le lunghe attese diventano un momento di crescita interiore per tutti. La sua riabilitazione è un percorso terapeutico dell’anima reso possibile dall’amore, nella ricerca di un nuovo equilibrio che non si può mai dare per scontato.

Il cast, di cui va sottolineata la presenza di Dino Abbrescia e Silvia Mazzieri, è perfetto, le facce giuste al posto giusto e la bravura di Domenico Fortunato pesa positivamente nel dirigerli e rendere tutto sincero.

La sceneggiatura di Michele Santerano, Cesare Fragnelli, Francesca Schirru, e Domenico Fortunato, non indugia in pietismi e dinamiche forzate offrendoci un film coeso, coerente, sospeso nel tempo dell’attesa e della speranza, così come la regia che, esclusa la scena del malore del protagonista, non è alla ricerca di virtuosismi tecnici ma delle emozioni private, sensibili e mai urlate, scandite dalle cartoline di Bari (grazie alla fotografia di Giorgio Giannoccaro) onnipresente e distante che incanta, seduce, sottolineando la distanza tra società e privato.

Una storia intima e riconoscibile, piena d’amore, omaggio alla famiglia.

Piero Brundo

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