Skam Italia, quella semplicità straordinaria nella Top Ten Netflix

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La inspiegabile ma seducente svolta che ha caratterizzato la serie

Com’è possibile che nella mediocrità della recitazione, nella banalità e prevedibilità degli eventi, si rimanga così profondamente colpiti? Cosa si nasconde dietro ai protagonisti del dramma liceale più seguito, amato e visto sulle piattaforme streaming di TimVision e Netflix? Si tratterebbe soltanto di una decina di protagonisti, accomunati in maniera eccezionale da puri sentimenti giovanili: amore, passione e amicizia. Le vicende narrate in un quel liceo di Roma assumono forme altalenanti, che oscillano tra verità assolute e finzioni le più imbarazzanti (eppure, meravigliosamente comunicative e educative).

Skam Italia, quella semplicità straordinaria nella Top Ten Netflix: la inspiegabile ma seducente svolta della serie

Straordinaria la coerenza di stile, di ritmo e d’interpretazione: quattro stagioni che finalmente assomigliano a un lunghissimo film, pieno di dettagli e spunti di riflessione. I molteplici e continui punti di vista, sempre in evoluzione e tra loro connessi, hanno un effetto sbalorditivo sullo spettatore che, contro ogni aspettativa, viene colto da una dimensione onirica rinunciando alla quale si sentirebbe smarrito.

Eccessivo? Chi scrive non ha dubitato un solo istante di esagerare, perché nel ponderare parole e valutazioni volontariamente mette da parte le imprecisioni e i difetti di quest’opera; lasciando come è giusto che sia alle istituzioni della critica, ammesso che si abbassino a commentarla, l’arduo compito di mettere da parte anche solo per un istante le infinite passioni che ci hanno trasmesso Ludovico Bessegato e Ludovico Di Martino, i registi. Passando ai fatti, si notano subito alcune accortezze che sono degne di nota e merito. Il ritmo narrativo è strutturato appositamente per essere il più realistico possibile, lo scandire gli eventi con inquadrature di orari e date aiuta ad immedesimarsi meglio e ad avere un riscontro diretto con la vita liceale della maggior parte del target a cui si rivolge. Alla sceneggiatura scritta da Bessegato, con l’aiuto di uno staff che, scherzosamente nei confronti degli adolescenti, appelleremo antropologico, si deve lo spassosissimo e incredibilmente fedele registro dialettale. La recitazione infatti, seppur leggermente mediocre nelle parti meno clou, lascia il respiro a un’autenticità clamorosa da parte dei protagonisti, che per finire questa consapevole osanna, definiremo scelti alla Claudio Caligari.

Una novità non trascurabile è l’utilizzo della chat non più come mera rappresentazione di un universo comunicativo alternativo, ma ormai dato per scontato, accettato sia dagli sceneggiatori che dal pubblico come esempio realistico delle relazioni contemporanee. Ecco quindi spuntare intere conversazioni rappresentate su di uno schermo fittizio al lato dell’inquadratura, che veloci e pragmatiche scorrono alla stessa velocità dei nostri occhi già abituati a passarci ore al giorno. La sincronia pazzesca tra il doveroso rallenty e i brani musicali (che si alternano tra il pop più banale ai beat più appropriati) è all’insegna dei primi piani sugli sguardi accattivanti delle bellezze estasianti di Sana (Beatrice Bruschi), Eleonora (Benedetta Gargari), Niccolò (Rocco Fasano) e Edoardo (Giancarlo Commare), per citare alcuni dei ragazzi che hanno reso questa serie indimenticabile. Dulcis in fundo, i temi profondi e sempre attuali trattati sono a volte esplicitati con irruenza e spirito di denuncia, altre volte sono sfiorati con grande delicatezza, mostrando l’utilità del dialogo tra compagni, l’importanza del saper chiedere aiuto e del sapersi mettere in discussione.

In realtà, Skam Italia è la dimostrazione di quanto sia superflua la ricerca continua di novità, velocità, colpi di scena e nuove emozioni nel cinema (in senso lato) odierno. Di quanto sia controproducente il rifugiarsi in sogni troppo lunghi e fantasie irrealizzabili, perché proprio la bellezza più spontanea la si può trovare in un abbraccio fraterno, in un bacio atteso tanto con esasperazione quanto con tenacia, perfino nel dolore della perdita, nel dover abbattere per ricostruire, nell’essere semplicemente adolescenti e innamorati della vita.

Ascenzio M. La Rocca

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