A tu per tu con i Fantasia Pura Italiana

fantasia pura italiana

È da poco uscito il disco dei Fantasia Pura Italiana  ”Istruzioni per un viaggio scomodo” un album divertente, originale ma soprattutto musicalmente ricchissimo e ineccepibile

Tredici brani e tre piccoli sketch musicali : una varietà di sound e di stili che non manca tuttavia di una omogeneità concettuale e d’intenzione.

Prodotto artisticamente da Riccardo Onori, il disco inizia a prendere forma nell’estate del 2016  durante il tour estivo. Tra una data e l’altra vengono scritti i primi testi, raccolte le prime ispirazioni, buttate giù le prime idee.  Con la fine dell’estate il gruppo inizia a lavorare sugli arrangiamenti dei nuovi brani e fin da subito emerge la caratteristica del viaggio: sviscerare tutto quello che ruota intorno e dentro al concetto di viaggio.

La cosa davvero sorprendente di questo disco è la diversità che intercorre tra una canzone ed un’altra, si passa infatti dalle sperimentazioni reggae/elettroniche, al rock allo ska punk, il tutto condito da un linguaggio semplice ma diretto e da testi imprevedibili, irriverenti, tragicomici, malinconici, a volte romantici ma sempre decisamente parecchio geniali. Noi, senza ombra di dubbio, ve lo consigliamo tantissimo.

Questo è quello che i Fantasia Pura Italiana ci hanno raccontato.

Ciao ragazzi, innanzitutto vi andrebbe di presentarvi ai nostri lettori? Chi sono i Fantasia Pura Italiana? Quando avete iniziato a fare musica insieme?

I Fantasia Pura Italiana sono sei ragazzi che cercano di unire poesia, cabaret e sperimentazione musicale. Il primo nucleo del gruppo si è formato tredici anni fa, nel 2004, la formazione attuale si è formata definitivamente tre anni fa.

Cosa o chi ha ispirato il nome Fantasia Pura Italiana?

Lo scegliemmo quando avevamo diciotto anni e non ci fu un’ispirazione, piuttosto la voglia di darsi un nome che definisse ciò che volevamo fare ossia musica fantasiosa, pura, in quanto svincolata da generi e tendenze. Italiana per una motivazione puramente etnomusicologica.

Musicalmente parlando la vostra terra d’origine, la Toscana, in cosa vi ha influenzato?

La nostra terra di origine ci ha influenzato tramite la musica  popolare, con  il concetto dello stornello, ossia poter fare canzoni ritmate che facciano ridere e con la musicalità stessa delle canzoni  tradizionali che si può ritrovare in certi nostri brani. Dal punto di vista scenico-teatrale il nostro modo di fare spettacolo e di intrattenere il pubblico è in pieno stile cabarettistico toscano.

Infine siamo cresciuti in una realtà provinciale come quella di Prato, ma estremamente viva dal punto di vista creativo e musicale.

È disponibile in tutti i digital store il vostro nuovo disco “Istruzioni per un viaggio scomodo”. Per quanto tempo ci avete lavorato?

Per sei mesi.

Chi è il principale autore dei brani?

Per i brani di questo album Fabrizio Ganugi

Questo disco coniuga diversi generi musicali, la poesia ma soprattutto tanta teatralità. Sono tutti aspetti che vi caratterizzano?

Sono tutti aspetti imprescindibili del nostro progetto

Il nome dell’album “Istruzioni per un viaggio scomodo”, da cosa deriva esattamente?

È un titolo metaforico, il viaggio scomodo è il viaggio interiore che a volte si deve compiere nella vita per superare una difficoltà e poter crescere.

Avete un tour in programma?

Abbiamo un tour esplosivo in programma.

Domanda di rito. Progetti futuri?

Suonare, cantare, recitare.

Chiara Parisi

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