A tu per tu con David Boriani

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Chi è David Boriani? Il cantautore romano ha da poco pubblicato il suo primo Ep “BECKER”. Sei tracce originali che rappresentano pezzi di vita del cantautore

Becker è il primo EP di David Boriani, cantautore romano che dopo diverse esperienze arriva alla pubblicazione del suo primo lavoro solista con Giungla Dischi.

Sei tracce di pop delicato e sentito, prodotte da Daniele Sinigallia, che raccontano momenti diversi della vita del suo autore, che ne parla così: “Un arco temporale di anni racchiuso in qualche minuto. “Becker” rappresenta bene quella che è la mia identità. Un’ identità che esprime però un senso di “non appartenenza”. Piccoli batticuore quotidiani. È solo pop.

Di Becker ce ne parla l’artista in questa interessante intervista

Ciao David, per cominciare ti andrebbe di raccontare un po’ di te ai nostri lettori?

Per definizione sono “quello che canta le proprie canzoni”. Faccio musica da sempre. Sono di adozione romana ma nasco in Toscana. La mia formazione artistica è maturata in quel di Roma e da poco ho pubblicato il mio primo lavoro solista intitolato “Becker” per Giungla Dischi. Il disco racchiude alcuni miei batticuori quotidiani. Sono sei tracce che alcuni hanno definito indie e altri pop. In realtà non credo di appartenere in particolare a nessuno dei due generi, credo sia più una miscellanea.     

È uscito da poco il tuo disco d’esordio “Becker”, per quanto tempo ci hai lavorato?

Il mio disco per essere un Ep mi è costato tanto lavoro. Le registrazioni le ho effettuate nel giro di quattro mesi presso Gli Artigiani Studio. Il materiale era tanto e ho voluto inserire nell’album i brani che più mi rappresentano. Con “Becker” ho buttato le basi, stabili, per quello che è e sarà il mio progetto in musica.

Questi sei brani così diversi tra loro rappresentano diversi momenti della tua vita?

Sì tutto il disco racchiude un arco temporale abbastanza lungo. Ogni brano è uno scorcio di vita passata che ho voluto racchiudere in tre minuti e mezzo (secondo più secondo meno). Il brano “è Francesca”, singolo che ha anticipato tutto il lavoro, è il brano più “grande” cioè la canzone con più anni sulle spalle, scritta diverso tempo fa, che non pensavo di inserire nella tracklist.

Possiamo dire che l’amore, in tutte le sue forme, è il protagonista di questo disco?

Oltre all’amore c’è di più! C’è anche il “non amore” ad esempio. Sono presenti diverse figure femminili che legano un po’ tutto il lavoro ma la verità è che in altri brani ho trattato anche temi diversi. Ho provato a fare un disco che parlasse solo di amore ma non ci sono riuscito. Per fortuna! In brani come “Il bagno inglese” e “Oggi” ho voluto raccontare, sospendendo giudizi e critiche, tutto quello che riguarda un po’ i giorni nostri.

E per te l’amore cos’è?

È uno stato d’animo! Un qualcosa come la paura, il coraggio. Può essere una cosa bellissima ma allo stesso tempo, se non si prendono le giuste misure, può portare al disfacimento. Giuro.

Quando hai iniziato a fare musica? C’è stato qualche artista in particolare che ti ha ispirato?

Ho iniziato quando ero piccolo. Vedevo tutti i miei cugini, più grandi, suonare. Non mi era concesso partecipare perché ancora non sapevo nemmeno prendere uno strumento in mano ma è stato fondamentale quel periodo di vita. Rubando con gli occhi ho buttato le basi per la mia formazione.  Nasco come bassista. Facevo parte di una band nel mio quartiere, uno di quei gruppi metal/rock/grunge che provano nelle squallide cantine umide di Roma Nord. Conseguenze reumatiche a parte sono state belle esperienze. Esperienze che mi hanno portato a una maggiore consapevolezza. Più tardi ho imbracciato la chitarra e mi sono messo a scrivere brani che inizialmente non avevano il desiderio di uscire dalle quattro mura di casa. Dopo qualche tempo hanno iniziato a pretendere di più! Gli artisti a cui sono più legato sono Jannacci, Tenco, Ciampi, Battisti, Fabi, Silvestri e  tanti altri che hanno influenzato la mia musica.    

E invece c’è qualcuno in particolare a cui vorresti fare da autore?

Da qualche tempo ho iniziato a scrivere per altri artisti, emergenti, e devo dire che è un bel lavoro ma preferisco di gran lunga concentrarmi sulla mia di musica. Non potrei fare da autore a nessun grande artista che stimo ma solo per troppo rispetto. Tutti quelli che ammiro oltre a suonarsela e a cantarsela “se la scrivono” pure… e bene. Mi piacerebbe contribuire, collaborare con loro.

Per concludere la domanda è d’obbligo, progetti per il futuro?

Di progetti ce ne sono tanti. “Becker” è in corso d’opera e questo è il primo grande progetto che ancora devo portare a compimento. L’auspicio è quello di portarlo il più in giro possibile dandogli una vasta eco. Voglio godermi questa mia prima opera senza bruciare nessuna tappa. Oltre a pensare al disco appena uscito ovvio ho in testa un paio di idee su quello che potrà essere il prossimo lavoro ma per il momento sono solo idee. Il materiale c’è, e ce ne sarà, quindi nessuna fretta! Nel frattempo è arrivata la bella stagione quindi spero di passare un’estate ricca di live in giro per lo stivale. Piccola anticipazione è che entro la fine di aprile/primi di maggio uscirà un nuovo video: il secondo singolo estratto da “Becker”. Non vedo l’ora.

Chiara Parisi




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