Sanremo, il ritorno di Rita

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Dopo 48 anni riecco la Pavone all’Ariston con il brano ‘Niente’

Sì, non avete perso un’altra diottria, avete letto bene: Rita Pavone (74 anni, anche se non è carino dire l’età di una donna) è nella rosa dei 24 cantanti in gara che calcheranno il palco dell’Ariston quest’anno. L’ultima volta per lei è stato nel ’72, col brano “Amici mai”: e di amici non ne ha trovati quell’anno, perché non si è nemmeno classificata tra i primi 14.

Sono passati 48 anni da allora, quindi che non si dica della Pavone come di quei cantanti che si sentono solo ad inizio febbraio di ogni anno: qui si tratta comunque di storia della musica italiana, e su questo non penso ci sia qualcos’altro da aggiungere. Il brano in gara, “Niente”, è solo 18esimo nella classifica degli addetti stampa, stilata la scorsa settimana dopo il primo ascolto di tutti i brani. Quindi, arrivati a questo punto, non ci tocca che attendere il 4 febbraio per vedere se l’affetto del pubblico storico della Pavone ribalterà la situazione, o se la stessa sala stampa rivaluterà il risultato finale. C’è da dire che, a prescindere, la classifica lascia un po’ il tempo che trova e a tratti fa anche rabbrividire: ma come è possibile avere un risultato del genere se da ambo le parti ci sono professionisti di un certo spessore culturale e artistico?

La curiosità cresce dopo aver visto che la Pavone, nella sopracitata classifica, è stata superata da artisti come la Lamborghini (che nella terza serata, quella dei duetti, calcherà il palco assieme a Miss Keta) o Lauro (considerato il tallone d’Achille da chi non riesce ad entrare nel nuovo modo, più coraggioso e artistico, di concepire la musica): nuove leve di spessore notevole, ma che non hanno avuto ancora il tempo di diventare i nuovi paladini della scena pop musicale italiana.

E’ anche vero che Rita Pavone è avanti ad artisti come Masini (che probabilmente avrà esclamato con il titolo di una sua canzone) o come Zarrillo (che di fiori sanremesi ne ha portato nelle sue canzoni). Di certo non ci si aspetta la vittoria della Rita nazionale, ma puntare sulla ribalta della stessa ci si può quasi fidare. Non ci resta quindi che aspettare la settimana della kermesse per poter dare “ai posteri l’ardua sentenza”: chissà se il brano portato sarà un omaggio alla sua verve reboante, chissà se più semplicemente non ci sarà “Niente” da dire.

Giuseppe Boccardi

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