Un brivido chiamato Imany

imany concerto

L’autrice di “You will never know” in concerto all’Auditorium

Conosciuta dal grande pubblico per quel tormentone dell’estate 2013 “You will never know” è tornata, dopo tre anni, con un nuovo album “The Wrong Kind Of War” presentato il 29 ottobre all’Auditorium Parco Della Musica di Roma. Il disco d’esordio “The Shape of a Broken Heart” raccontava già che tipo di artista fosse lei, emancipata e sicuramente libera dalle costrizioni del mercato, ma questo nuovo nato è un disco maturo e interessante che merita un ascolto attento perché si passa dal blues al soul, dal funk al pop con una naturalezza incredibile, la stessa naturalezza che lei ha sul palcoscenico. Oggi Imany è un’artista affermata a livello mondiale e non c’è dubbio che questa maturità si riversi in ogni brano, ciò che balza all’orecchio e all’occhio di chi la guarda, infatti, è che lei non ha bisogno di sovrastruttura alcuna per sembrare credibile.

Ad aprire il concerto l’energia di “Save Our Soul” brano con cui la cantante, seppur nella sua compostezza, ha mostrato quanto una donna possa essere sensuale solo con la voce e il proprio modo di interpretare e forse è questo che fa di Imany un’artista tanto giovane quanto realmente completa.

imany concerto 1Le sue origini e le sue fonti di ispirazioni musicali vengono fuori chiaramente nel corso della serata con varie cover che ha vestito di nuovi arrangiamenti, prima fra tutte “Bohemian Rhapsody” dei Queen, brano per i più intoccabile, reso con la delicatezza di chi ha rispetto di quel Freddie Mercury che tanto manca al panorama musicale mondiale, per non parlare del medley “Ready Or Not” (The Fugees) e  “Sign your name across  my heart” (Sananda Maitreya) durante il quale si è divertita ad usare il suo pubblico come corista per concludere poi con una versione acustica solo voce e chitarra classica di “I wanna dance with somebody” di Whitney Houston. Un momento veramente magico durante questa bellissima serata è rappresentato senza dubbio dall’esecuzione di “Seat With Me”, brano del primo disco, cantato senza microfono con il solo accompagnamento della chitarra classica, inutile dire quanto l’attenzione del pubblico fosse catturata da tanto splendore.

Ascoltando Imany ci si rende conto di quanto, con le sue canzoni e il suo modo di interpretarle, lei riesca ad incarnare ogni sfaccettatura di una donna, la sensualità di chi vuole conquistare, la rabbia di chi combatte, la grinta di chi vuole farcela, la sofferenza per un amore finito e non ultima la dolcezza di una mamma ed è incredibile quanto lei riesca a far capire che la sua non è passione per il successo, come per molti in questo periodo storico-musicale, ma una passione nel raccontare il mondo che le sta attorno. In “The Wrong Kind Of War” si parla di guerra, di oppressione e di endometriosi, malattia da cui lei stessa è stata affetta e c’è inoltre un bellissimo omaggio a Nelson Mnadela “There were tears”, canzone che vuole essere un inno a combattere tutti insieme, perché, come ha raccontato Imany durante il concerto “se un solo uomo è riuscito a fare tutto quello che ha fatto lui pensate a cosa riusciremmo a fare se tutti insieme alzassimo la testa contro le ingiustizie e le combattessimo insieme”.

Un concerto bellissimo che rivedremmo volentieri. Vorremmo oltretutto fare un plauso ai suoi eccezionali musicisti.

Chiara Parisi

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