Ezio Bosso, un’emozione.

pict. of Flavio Ianniello

Il documentario al cinema solo il 4,5 e 6 ottobre

Aveva già conquistato tutti a #Venezia78, adesso arriva in sala per chi vuole vivere una grande emozione.

Vi avvisiamo: il documentario “Ezio Bosso. Le cose che restano” non è per tutti.

Riservato a cuori forti ed anime fragili.

Un meraviglioso affresco di un personaggio unico nel suo genere e genio, quale è stato il musicista e compositore, Bosso.

A mettere insieme i momenti ed i personaggi più significativi della sua vita, il regista Giorgio Verdelli, che del documentario ha anche firmato soggetto e sceneggiatura.

Le note del compositore, così come quel sorriso perenne, sono intrisi di dolore e spinta vitale, in una continua ricerca della condivisione della maestosità della musica. Linguaggio universale e medicina impareggiabile.

Ed è ciò che ripetono tutti gli ospiti intervistati: Gabriele Salvatores, Valter Malosti, Enzo Decaro, Raffaele Mallozzi, Michele Dall’ongaro, Fabio Bosso, Ivana Bosso, Giacomo Agazzini, Alex Astegiano, Oscar Giammarinaro, Giulio Passadori, Geoff Westley, Paolo Fresu, Silvio Orlando, David Romano, Alessandro Daniele, Angela Baraldi, Alessio Bertallot, Paolo Barrasso, Maurizio Bonino, Stefano Tura, Paola Severini Melograni, Carlo Conti, Gianmarco Mazzi, Tommaso Bosso, Alessia Capelletti, Giulia Vespoli, Virginio Merola, Rosanna Purchia, Diego Bianchi, Cecilia Gasdia, Stefano Trespidi, Michael Seberich, Silvio Bresso, Luca Bizzarri, Paola Turci.

Un documentario che entra nel profondo, scava e lascia un segno.

Ma soprattutto, si esce dalla sala avvertendo la responsabilità di godersi la vita. Dal momento che noi siamo ancora qui, a differenza di Enzo.

 

 

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