Dario Rossi, un artista poliedrico

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L’insolito percussionista di pentole e coperchi ci svela i suoi segreti

Curiosando su Facebook mi imbatto nel video di un ragazzone in canotta e pantaloncini che, seduto per terra e armato di bacchette da batterista, inveisce come un forsennato su pentole, coperchi, padelle, casseruole, due Bongos e quant’altro. Incuriosito, attivo l’audio. Sorpresa, i suoni sono nitidi, il ritmo incalzante. Insomma, un piacevole richiamo all’allegria e al movimento per i passanti. La performance si svolgeva ad Alexander Platz a Berlino. Alla condivisione sulla mia bacheca seguono favorevoli commenti. Alcuni lamentano il fatto che in Italia non ci sia ancora la cultura dell’arte di strada come in Inghilterra, Francia o Germania. Con un post, è Ilaria a smentire tutti: “Quel virtuoso è italianissimo, si chiama Dario Rossi ed è di Genzano di Roma” e come a voler rigirare il coltello nella piaga della sorpresa, soggiunge “Però, vederlo dal vivo, è tutt’altra cosa!”.

Bene, mi dico, andiamolo a vedere dal vivo questo fenomeno. Gli invio un messaggio su Facebook manifestandogli la mia intenzione di intervistarlo. Assenso e Friendship mi arrivano senza indugio. L’appuntamento è per la “Festa di Pomona” a Pomezia. Percorro le larghe strade della ridente cittadina laziale seguendo l’eco delle percussioni fino alla sua postazione, dove una folla eterogenea di persone fa capannello. Le mie due accompagnatrici non perdono l’occasione per scatenarsi in una sorta di danza tribale. Conclusa l’esibizione, prima di avvicinarci, attendiamo che gli spettatori omaggiassero il “cappello” e che Dario si dissetasse e si asciugasse dal grondante sudore. Ci accoglie con un largo sorriso, visibilmente emozionato per i complimenti delle mie belle accompagnatrici. “Per l’intervista dobbiamo rimandare a dopo - mi dice – ora ho un’altra performance!” Elizaveta ed Alexandra emettono un “Wow!” all’unisono, seguito da una simpatica risata.

Allora Dario come, dove e quando hai deciso di fare l’artista di strada?

La mia prima esperienza la feci a Piccadilly Circus, a Londra nel 2011. Ce n’erano molti che si esibivano in altri tipi di spettacolo. Decisi, dunque, di mettermi in gioco anch’io improvvisando per la primissima volta quello che in seguito sarebbe diventato uno spettacolo sempre più definito. Già da bambino avevo interesse per la ricerca sonora e mi piaceva il fatto che ogni superficie producesse un timbro diverso. Era un’idea che mi trascinavo dietro da sempre e che soltanto di recente ho deciso di utilizzare come espressione artistica e come veicolo di comunicazione.

Cosa provi durante le tue esibizioni, quali emozioni ti trasmette il pubblico?

Per gli artisti di strada il pubblico non esiste, il pubblico si conquista. Le persone si fermano solo se riesci a catturare la loro attenzione con la tua arte. Man mano che i curiosi aumentano, l’adrenalina sale fino ad esplodere.  E’ indescrivibile l’emozione che avverto quando percepisco che le persone vengono progressivamente pervase dall’energia del ritmo. Provo la sensazione di scuotere l’anima della gente che mi sta davanti.

Artisticamente parlando, qual è stata la più grande soddisfazione e quale la più grande delusione.

E’ stata una grande soddisfazione l’aver partecipato, di recente, alla trasmissione “Tu Si Que Vales” di Canale 5. La più grande delusione, invece, credo sia stata nel 2008, quando dopo un lungo periodo di studio tentai l’ammissione al Conservatorio, facoltà di “batteria jazz”. Risultai idoneo ma “senza posto”.

Sei una sorta di globe trotter dei suoni. In quali Paesi ti esibisci più spesso e in quale hai riscosso maggiore successo.

Qui in Italia lavoro solitamente a Roma, ma mi sposto abbastanza spesso anche verso nord. Mi è capitato ad esempio di suonare recentemente a Firenze e Bologna ed è andata benissimo entrambe le volte. Per quanto riguarda l’estero, credo che la migliore e anche la più appagante delle esperienze sia stata sicuramente quest’estate a Berlino!

Le tue esibizioni sono volontarie oppure lavori dietro richiesta? Voglio dire, da chi e come vieni ricompensato?

Quando lavoro in strada sono chiaramente libero da qualsiasi vincolo ed è dunque tutto assolutamente estemporaneo. In questi casi il mio compenso è affidato alla generosità del pubblico. Quando invece vengo chiamato per esibirmi nei locali o nelle feste private, mi accordo prima per il cachet.

Hai altri interessi oltre a quello di artista di strada?

Insegno batteria in una scuola di musica dove organizzo sia corsi individuali che collettivi. A livello individuale l’impostazione è più “classica” anche se non manca l’approccio alla tecnica dello strumento, oltre ad alcune nozioni fondamentali di teoria musicale. Per quanto riguarda il lato più sperimentale, gestisco appunto un laboratorio di percussioni nella quale faccio suonare assieme più persone con oggetti di riciclo ed alcuni componenti della batteria. L’idea di base è quella di creare una connessione attraverso il suono ed aiutare i ragazzi ad superare i loro eventuali problemi di comunicazione.

Cosa sogna e cosa s’aspetta dal futuro Dario Rossi?

Spero di poter continuare su questa strada. Il mio obiettivo è continuare nella ricerca di nuove sonorità per evolvere sempre più la qualità e la varietà del mio set di percussioni per poterlo adattare anche ad altri contesti.

Cioè?

Mi riferisco, più che altro ai pub, discoteche e anche teatri, perché no!

La tua ricerca comprende anche la creatività, immagino.

Si, compongo anche musica elettronica e mi piacciono molto i sintetizzatori. Sto lavorando da tempo al connubio della ritmica e del suono. Non parto dalla strada per rimanerci. Il mio principale obiettivo è quello di essere sempre più itinerante e girare il mondo suonando per farmi conoscere ed apprezzare ovunque. Sono attratto dagli altri Paesi e anche se abito a Roma, ho intenzione di relazionarmi sempre più con l’estero per allargare la rete di “followers” sparsi per il mondo.

Valentino Di Persio

 

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3 Comments

  1. Claudia Tagliabue

    5 febbraio 2015 at 16:14

    Artista atipico, auguro a Dario Rossi, di raggiungere tutti i suoi obiettivi.Valentino Di Persio, bell’articolo…

  2. Dario

    7 febbraio 2015 at 19:01

    Ciao a tutti! Volevo dirvi che mi sono appena iscritto per partecipare allo Sziget Festival, dunque se volete potete votarmi semplicemente aprendo il seguente link:

    https://www.facebook.com/SzigetFestivalItalia?sk=app_403834839671843&brandloc=DISABLE&app_data=view-vote%2Cfor-5895761

    GRAZIE DI CUORE A TUTTI VOI! :)

    Dario

  3. Valentino

    8 febbraio 2015 at 21:03

    Grazie per il commento Claudia. Spero anch’io che Dario, così come i tanti altri giovani artisti innovativi, venga gratificato per il grande coraggio.




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