I 90 anni del maestro dagli occhi di ghiaccio

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Clint Eastwood è nato il 31 maggio del 1930: da Sergio Leone alla regia, una carriera che è stata una scalata di successo

Se diverse generazioni in tutto il mondo si sono cimentate nella simulazione di sparatorie da selvaggio west nei salotti di casa come nei cortili, forse è perché avevano visto un film di Clint Eastwood. Tra pochi giorni quel cowboy, l’Uomo Senza Nome di Sergio Leone, dall’iconico sguardo di ghiaccio, compirà 90 anni, essendo nato il 31 maggio del 1930 a San Francisco. Una carriera la sua, da ‘Per un pugno di dollari’ a ‘Million Dollar Baby’, che l’ha visto diventare l’antieroe americano per eccellenza.

I 90 anni del maestro dagli occhi di ghiaccio. Clint Eastwood è nato il 31 maggio del 1930: da Sergio Leone alla regia, una carriera che è stata una scalata di successo

Ma la sua è una storia improbabile. Clint Eastwood Jr. era uno studente normale con pochi interessi a parte la musica. Quando ottenne il primo lavoro come attore, fu trasformato velocemente nello stereotipo del tipo bello e noioso, più adatto alla tv, dove ottenne comunque un discreto successo nella parte di Rowdy Yates, il compagno di Eric Fleming nello show western ‘Rawhide’. Lavorare a lungo alla stessa produzione può soffocare la vita di un attore, e sette stagioni dopo Eastwood si ritrovò alla ricerca disperata di un cambiamento, arrivando anche a registrare un album di ‘Cowboy Favorites’. Ma fu la scelta di girare un western in Spagna, diretto da un italiano, appunto Leone, che ancora non parlava inglese, a cambiargli carriera e vita.

Il cambiamento, però, non arrivò all’improvviso. Malgrado ‘Per un pugno di dollari’ riscosse successo immediato in Europa, negli Stati Uniti la distribuzione fu bloccata per via della causa legale in corso tra Leone e Akira Kurosawa, che aveva scritto al regista italiano congratulandosi con lui per aver copiato il suo ‘Yojimbo’. Mentre la causa si faceva largo attraverso l’intricato sistema legale italiano, Eastwood e Leone ebbero tempo di girare altri due film. Risolta la disputa, ‘Per un pugno di dollari’, ‘Per qualche dollaro in più’ e il ‘Il Buono, il brutto e il cattivo’ erano pronti per uscire nello stesso anno, e lo Spaghetti Western divenne il fenomeno grazie al quale Eastwood abbandonò per sempre il personaggio di Rowdy Yates. A quel punto però, il cowboy dallo sguardo freddo aveva trentasei anni e andava di fretta. Nonostante il suo nuovo potere da star, si ritrovava ancora ad interpretare ruoli secondari affiancando attori più affermati – in ‘Dove osano le aquile’ con Richard Burton e ‘La ballata della cttà senza nome’ insieme a Lee Marvin – ma dagli anni Settanta, in collaborazione con la sua nuova fonte d’ispirazione creativa, Don Siegel, Eastwood avrebbe esteso la sua gamma di antieroi americani: dal soldato ferito de ‘L’inganno’ al poliziotto quasi fascista in ‘Dirty Harry’.

Con gli anni ’80, Eastwood dimostra un’astuta comprensione del divario tra la sua persona e le fragilità che questa nascondeva. Guardando Bronco Billy è possibile vedere Eastwood smontare il personaggio da cowboy per poi evidenziarne i tratti più intimi. O ‘Corda Tesa’, in cui il suo poliziotto sessualmente deviante rimane coinvolto nella caccia a un serial killer. Per Eastwood, ormai 50enne, l’età cominciava ad essere un fattore ben presente ma, anziché rimuoverla, ne fece uno dei suoi punti di forza. Come in ‘Honkytonk Man’ del 1982, forse una delle sue interpretazioni migliori. E’ stato da regista, però, che ha iniziato a produrre i film più audaci, spesso in contrasto con la sua personalità pubblica degli anni ’80 quando, complici i film in cui aveva recitato (soprattutto nel decennio precedente, specie per il personaggio dell’Ispettore Callaghan), veniva spesso dipinto come il simbolo cinematrografico di un decennio che, a livello politico, fu dominato dalla figura di Ronald Reagan. Ma Eastwood è stato sempre un libertarian, né di destra né di sinistra o piuttosto entrambe le cose insieme: socially liberal, fiscally conservative, insofferente a tutte le prescrizioni dello Stato, guerre incluse e lo farà notare con la sua arte.

Il costante amore per il jazz ha alimentato la pellicola biografica su Charlie Parker ‘Bird’, il primo ad ottenere il plauso della critica. ‘Gli Spietati’ trionfò agli Oscar del ’92 ed ottenne immediatamente lo status di classico. Seguiranno altri film: ‘Mystic River’, ‘Million Dollar Baby’, ‘Bandiere dei nostri padri’ e ‘Lettere da Iwo Jima’. Più di recente, passando anche per ‘Gran Torino‘, ‘Sully’ e ‘American Sniper’, il Clint regista sembrerebbe intento ad esplorare e decostruire le nozioni di eroismo americano. Ci sono state anche decisioni sfortunate come ‘Hereafter’ o il musical ‘Jersey Boys’, ma silenziosamente Eastwood ha costruito una filmografia imponente, eclettica, contenente molti classici della storia del cinema. E questo dal ragazzo che una volta Leone descrisse come dotato di due sole espressioni: con cappello e senza cappello. Ma Eastwood ha fatto molta strada dal cowboy della Tv o dal poliziotto sporco. Come attore, ha il suo posto nella storia da icona di un genere intramontabile e come regista, per longevità e successo popolare, è nell’Olimpo di Hollywood con artisti del calibro di Steven Spielberg e Martin Scorsese.

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