Vita e morte ne “L’età del Ferro”

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Simona Castiglione, pubblicata da Morellini Editore con L’età del ferro, riannoda i fili di una storia di crescita, il cosiddetto “romanzo di Formazione”, fallita

Tre ragazze, cresciute nella Bari anni ’80, divise dalla vita e dalle contingenze famigliari, intrecciano i ricordi, attraverso il diario di una delle tre, ora morta, per ritrovare un’antica amicizia spezzata. Il dolore, le gioie, le devastanti verità galleggiano tra realtà e menzogna, tra mezze parole e segreti inconfessabili attraverso un rievocare lento, ma inesorabile, come un cadavere che torna dalle ombre del passato. Non è possibile dimenticare e neppure la lontananza geografica nasconde veramente e per sempre amori, odi e rancori. Per passare oltre devono tornare sui propri passi, affrontare i mostri che hanno alimentato quel peso al cuore e liberare l’ombra che trascinano sulle spalle e che fa affondare i piedi nella palude della solitudine.

imagesQuando il cuore è indurito si chiude al mondo, l’amore non può entrare e si soffre disperatamente. I momenti di gioia passati e presenti vengono oscurati da quel velo di tristezza. La giovinezza dovrebbe essere spensierata e anche dietro ad apparenze borghesi si può nascondere il vorace antropofago che è il vuoto dell’anima. Le tre protagoniste hanno vissuto momenti di grande gioia, nonostante famiglie complicate e torbide, hanno cercato di vedere oltre il loro presente, perché è dono e privilegio dell’adolescenza essere fiduciosi che tutto andrà bene, ma nessuna delle tre ha ottenuto quello che cercava. Ognuna di loro ha perso un pezzo di sé e forse quella che ha sofferto di più, apparentemente, è quella che può dare più speranza alle sopravvissute.

La vita è come una serie di fotogrammi che si impressiona sulla retina e lascia una scia di memoria indelebile. Se si espongono troppo i frame questi possono bruciarsi, così come la scena inquadrata. A volte accade che le parti mancanti siano quelle che fanno la differenza. L’età del ferro è quel periodo della vita in cui tutto può accadere, anche bruciarsi. La sofferenza del vivere porta ad estinguersi in fretta e l’impazienza di uscire da un certo ambiente, può trascinare nell’oblio e nella dimenticanza.

Il romanzo, con abilità, unisce le parti mancanti e ridisegna un passato cancellato. Ma la storia è anche ricca di momenti gioiosi e spensierati, degni della gioventù, il tutto condito da testi e parole dei più grandi musicisti dell’epoca grazie all’esergo di ogni capitolo che dà un tono al testo che segue.

La scrittura è brillante e accattivante e non risparmia passaggi crudi edulcorando il linguaggio. Simona Castiglione dimostra una capacità narrativa degna dei suoi precursori, ispiratori, mentori. Ogni capitolo è legato a filo doppio, diremmo di ferro, all’altro e la lettura porta inevitabilmente a concluderlo in breve tempo per scoprire la verità sulle tre amiche.

Una nota di merito all’editore che ha saputo valorizzare un’autrice di talento che ritroveremo, sicuramente, nei prossimi anni con altri testi altrettanto importanti e profondi.

L’età del ferro

Simona Castiglione

Morellini Editore, Milano

Ramsis D. Bentivoglio

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