Viaggiare nell’ Europa calcistica fra ricordi e nostalgia

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Intervista allo scrittore Mastrolilli che dalla sua esperienza radiofonica ha tratto un libro sugli Europei di calcio

In pieno clima di Europei di calcio vi parliamo di un libro molto interessante Olio di Canfora – Un viaggio tra i paesi dell’Europeo di Federico Mastrolilli,  Edizioni Incontropiede. Mastrolilli ci porta in un viaggio immaginario tra le nazioni che partecipano agli Europei di Calcio 2016. I racconti, ognuno dedicato ad un paese e alla squadra di calcio che lo rappresenta, mescolano con una scrittura misurata e priva di luoghi comuni le storie di imprese calcistiche ai ricordi personali e non solo dell’autore. Il ritratto di una generazione, quella dei 30enni  attraverso partite epiche e  i viaggi in Europa grazie ai low cost. Mastrollili riesce bene a non cadere nell’autoreferenzialità, a non perdere mai il filo conduttore dei racconti, a far emozionare il lettore facendogli ricordare o vivere  momenti calcistici, baci in capitali europee ed addii malinconici. Il tutto pervaso da una nostalgia delicata che ben si accorda con la scrittura garbata di Mastrolilli.In una una Roma assolata di fine giugno abbiamo incontrato lo scrittore che ci racconta con le sue parole questo libro.


Ciao Federico, come nasce l’idea di un libro sugli Europei di calcio?

Il libro è il resoconto di un viaggio nella memoria, oltre che il resoconto di un’esperienza durante la trasmissione radiofonica sportiva Olio di Canfora di Radio Popolare. Ho cominciato a collaborare con loro nel settembre scorso in questa trasmissione sportiva. Mi hanno chiesto di mandare settimanalmente un intervento ed ho scelto il tema degli Europei di calcio, raccontando ogni settimana un paese di quelli che avrebbe partecipato. Non mi sono limitato all’aspetto calcistico, ma ho voluto dare a questi racconti un taglio personale e letterario.

Queste esperienze che racconti sono reali o no?

Io ho una pessima memoria e un’ottima nostalgia. Mescolo in maniera inconsapevole cose che mi sono successe e cose che non mi sono successe, ma che avrei voluto che mi succedessero, la cosiddetta nostalgia del futuro, poi le mescolo a cose successe ad altri. Questo libro è un gran collage di storie, esperienze, non solo mie,  ma anche delle persone della mia generazione.

Anche io mi sono ritrovata in molte cose.

Molti miei amici reali e virtuali ( che mi seguono sul blog e su Twitter) mi hanno detto di essersi riconosciuti in queste storie. Molte esperienze calcistiche le abbiamo vissute tutti quanti, anche per quanto riguarda ricordi personali, per esempio le ragazze di cui parlo ovviamente non saranno le stesse, ma per i ragazzi della mia età più’ o meno gli incontri  con le ragazze straniere sono simili.

Come hai proceduto a creare queste storie?

La genesi di questo libro e prima ancora dell’esperienza alla radio è questa: mi trovavo la domenica sera a dover creare il contributo da inviare alla radio. All’inizio era facile perché’ sono partito dai paesi in cui avevo esperienza diretta,e i ricordi erano anche freschi. Ma poi quando dovevo parlare di nazioni come Islanda o Albania di cui non avevo né esperienze dirette né accurate conoscenze calcistiche allora sono ricorso ai ricordi degli altri, facendolo quasi diventare un libro generazionale.

Un esempio?

Il capitolo sull’Austria nasce da una sera che stavo parlando con un amico e ho chiesto a lui qualche idea. Quando ho trovato un’immagine forte da cui partire ho iniziato da lì.

Un vero collage

In realtà molti sono ricordi anche miei solo che al momento non li ricordavo. Vedi noi viviamo tantissimo. Mi sono reso conto che noi siamo pieni di memorie sedimentate che non aspettano altro di venire fuori. E’ stato un esercizio quasi di psicoanalisi. Pensavo per esempio all’Irlanda e all’ inizio non ricordavo nulla, ma anche grazie agli altri i ricordi  uscivano fuori. La parte difficile è stata poi metterle in maniera letteraria e dare loro un filo conduttore.

Uno degli esego è tratto da Ferito a Morte di La Capria, come mai questa scelta?

Per me e per i miei amici La Capria è un punto di riferimento. Ferito a Morte è uno dei romanzi italiani piu’ importanti del ’900 per noi . Quando sono a Napoli vado sempre in pellegrinaggio a Palazzo Donn’Anna.

Quali sono gli altri tuoi autori di riferimento?

Io sono molto legato culturalmente alla Spagna, seguo molto la letteratura spagnola contemporanea. Per esempio c’è un giovane autore spagnolo che mi piace molto Andres Barba, pubblicato in Italia da Einaudi, in cui mi ritrovo molto.Poi tutta l’influenza adelfiana. Mi piace inoltre molto la letteratura di viaggio, io parlo molto dei libri di Patrick Leigh Fermor. Lui attraverso’ l’Europa a piedi da Londra ad Istanbul. E scrisse i racconti di viaggio quarant’anni dopo, dopo aver anche perso i suoi taccuini, quindi anche lui riporto’ ricordi lontani che inevitabilmente si saranno mescolati ad altro. Anche la memoria ha  i suoi errori, le sue trappole. Io non mento al lettore, quello che ricordo lo racconto e se ci sono delle omissioni o degli errori, sono involontari perché la memoria è cosi, piena di lacune. Io ho preteso dall’editore di non fare alcuno controllo sul libro  perché sono sicuro che dentro ci saranno delle cose inesatte, ma io cerco la genuinità dei ricordo, e l’idea era quella di non essere precisi perché la memoria non è mai precisa.

Questo libro è il simbolo di una generazione, la nostra, che ha viaggiato e lavorato senza difficoltà in Europa, ha fatto l’Erasmus, ora con la Brexit cambierà forse tutto, come stai vivendo questo evento?

Sono molto dispiaciuto. Ho sentito un mio amico inglese che era devastato, mi ha detto che chi ha votato, per la maggior parte over 50, ha rubato ai più’ giovani il futuro. Ho curato e partecipato ad un raccolta di racconti “Memoria dell’Europa calcistica” puoi quindi immaginare quanto sia legato all’Europa unita. Noi abbiamo vissuto tutte le transizioni. Passare da un mondo dove è normale avere caro amico in un’altra nazione, dove ci sono i low cost che ti permettono di viaggiare, ad un mondo di passaporti, di controlli alla frontiere  non sarà facile.

Stai lavorando a qualche altro libro?

No, Non sto lavorando ora, ma ho un’idea per un romanzo sui Parioli (il quartiere più’ elegante di Roma ndr). Io penso ci sia bisogno di una grande epopea su questo quartiere, e finalmente ho trovato una chiave di lettura.

Grazie Federico per il tuo tempo.

Vi segnaliamo inoltre il blog fondato da Federico Mastrolilli http://www.lacrimediborghetti.com/

 f.parente@araldodellospettacolo.it




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