‘Storie segrete. Cronaca surreale di una quarantena’. Per riflettere un anno dopo

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Pubblichiamo l’introduzione al libro scritto dal senatore Riccardo Nencini e dalla giornalista Giada Fazzalari su come si sono comportati gli italiani nel lockdown

“È la cronaca un po’ ironica e un po’ amara dei gironi assurdi vissuti durante la pandemia, mista al racconto di storie sconosciute ai più”, dice l’autrice Giada Fazzalari. Un diario di bordo che racconta retorica e luoghi comuni del ‘ce la faremo’, il senso di unità nazionale risvegliato (e poi subito perso) con le canzoni, in testa l’inno nazionale, cantate sui balconi, ‘andrà tutto bene’ disegnato tra gli arcobaleni colorati dei bambini a sottolineare la speranza come reazione al dramma improvviso. 

‘Storie segrete. Cronaca surreale di una quarantena’. Per riflettere un anno dopo. Pubblichiamo l’introduzione al libro scritto dal senatore Riccardo Nencini e dalla giornalista Giada Fazzolari su come si sono comportati gli italiani nel lockdown

Due storie al giorno, per tutta la durata del soggiorno giusto e obbligato tra le mura di casa. Come una buona medicina che ti tempra in attesa di tempi migliori. Sono “storie segrete”, storie con la ‘S’ maiuscola che riguardano i grandi protagonisti della Storia e che non si trovano nei libri ufficiali perché si tratta di episodi sconosciuti e di interpretazioni controcorrente, lontane dalle agiografie ufficiali, sconosciute ai più e spesso in controtendenza con la vulgata ufficiale. Apparentemente possono sembrare pescate qua e là, a caso, ma in realtà spalancano una finestra su come la Storia possa essere manipolata in ogni epoca.

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Poi ci sono le “storie qualunque”, storie con la ‘s’ minuscola, che raccontano come gli italiani hanno affrontato la quarantena. L’amuchina e l’alcool introvabili, le infinite webinar di lavoro, la voglia irresistibile di infornare pizze e fare torte, i cambi di stagione e i corsi on line di yoga. Un mix di vita e di pensieri in cui Storia collettiva e storie individuali sono finalmente sullo stesso piano, senza gerarchie e senza steccati, accomunati da una parola chiave che non è solo significante ma diventa spesso significato.

Storie che ci hanno fatto sorridere, ci hanno lasciati di stucco, ci hanno gettato nello sconforto o ci hanno dato quella speranza che ti fa sgranare gli occhi, perché è un periodo storico che non ha precedenti. Una storia qualunque raccontata nel pieno della pandemia, diventa esattamente come tutto quello che il mondo sta vivendo: surreale. L’abbinamento quotidiano tra due storie – una “segreta” e una “qualunque” – scritte tra l’incontaminato Mugello e un appartamento in Via del Corso a Roma, può sembrare stravagante. Inspiegabile. Ma un legame, in realtà, c’è: è una parola chiave che si ripete. Un significante che attraversa i secoli, un significato che merita di essere scoperto. E infine, ogni giorno si apre con il “diario della pandemia” la cronaca breve di quello che è accaduto durante il lockdown. Perché leggendo, tra qualche tempo, possano tornarci in mente immagini, momenti, fatti che sembrano sospesi nel tempo: un estratto di giornale, il titolo del giorno a tutta pagina, l’annuncio roboante “che ha fatto il giro del web”. Prima d’essere consegnato all’oblio.

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