UN ROMANZO PER NON DIMENTICARE L’ORRORE DI SREBRENICA

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Il romanzo d’esordio di Marco Magini racconta il genocidio avvenuto nel 1995 a Srebrenica

 Riaprire un ferita come quella del massacro di Srebrenica è un atto di coraggio. E Marco Magini di coraggio ne ha avuto tanto scrivendo come libro d’esordio Come fossi solo, Giunti Editore. Durante il massacro di Srebrenica, l’episodio piu’ atroce della guerra serbo-bosniaca, furono uccisi più di ottomila bosniaci di religione musulmana da parte dei soldati serbi. Quella che  a tutti gli effetti  fu una pulizia etnica avvenne in una città sotto il controllo dei caschi blu dell’Onu accusati e condannati (con una sentenza storica) per la loro incapacità  di proteggere Srebrenica  dichiarata zona di sicurezza delle Nazioni Unite.

Marco-MaginiL’autoreferenzialità, una malattia molto diffusa fra scrittori, non colpisce Marco Magini, classe 1985, che decide con grande originalità e forza di raccontare con uno stile crudo ed asciutto l’orrore di una guerra cosi vicina, ma nello stesso tempo cosi lontana da noi. Tre uomini, tre punti di vista diversi, che narrano, alternandosi, i fatti tragici di cui furono protagonisti. Dirk, casco blu olandese di stanza a Srebrenica, Drazen Erdemovic soldato semplice che partecipa al massacro e  Romeo Gonzalez uno dei giudici del processo al reo confesso Erdemovic.

Dirk e Drazen uniti dal destino comune della guerra non sono eroi e non vogliono esserlo. Inconsapevoli della tragedia che li sta investendo, ma allo stesso tempo consapevoli della propria disumanizzazione assistono entrambi impotenti alla disfatta delle proprie scelte. Travolti dalla Storia, non possono che seguirne il corso non riuscendo a fermarne i terribili  eventi. La terza voce  quella del giudice Gonzalez racconta il processo successivo alla strage evidenziandone le contraddizioni morali e legislative. Nessuno si può salvare a Srebrenica e chi non muore è perseguitato dai fantasmi delle proprie azioni, ma soprattutto dalle azioni che non ha fatto.

Marco Magini scarnifica l’essere umano al grado zero come solo può diventarlo nella follia della guerra, la sua scrittura asciutta,essenziale e allo stesso tempo di grande impatto emotivo dà voce al dramma personale di tre uomini costretti a fare i conti con la propria coscienza e con la coscienza collettiva.

Magini ha scritto un libro importante e potente che ha ottenuto una menzione speciale al Premio Italo Calvino, rivelandosi uno dei più promettenti scrittori esordienti  del panorama italiano.

f.parente@araldodellospettacolo.it

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