Al lavoro su un nuovo soggetto. E c’entra la pandemia

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“Si vive una volta sola? lo vedrete in autunno”, assicura Carlo Verdone a ‘Un giorno da pecora’

”Come sto? Non c’è male, non mi lamento, la passo in modo filosofico: faccio passeggiate in cucina, in salotto, scrivo un bel po’. All’inizio non riuscivo a scrivere, e ora sto andando avanti sia col libro sia su un nuovo soggetto cinematografico. Sono ancora a livello di creazione del soggetto del nuovo film”. Nel quale non è sorprendente trovare riferimenti alla particolare attualità che stiamo vivendo: “Al suo interno qualcosa di importante come la pandemia, quello che è successo, che è stata come una guerra, non può non entrare”. Carlo Verdone, ospite di ‘Un Giorno da Pecora’ su Rai Radio 1, racconta come sta passando la sua quarantena. Anche il suo ultimo film che doveva uscire a fine febbraio ha pagato dazio, ma Verdone assicura che “‘Si vive una volta sola’ lo vedrete in autunno, in un modo o nell’altro lo vedrete”. Intanto il tempo non manca e, tra le altre attività, il regista sta anche riguardando alcune delle sue pellicole. “Mi sono rivisto ‘C’era un cinese in coma’ e devo dire che era un gran bel film, mi sono piaciuto. E’ stato il più faticoso della mia carriera e venne anche un po’ snobbato dal pubblico. Oggi invece è molto apprezzato”.

“Si vive una volta sola? lo vedrete in autunno”, assicura Carlo Verdone a ‘Un giorno da pecora’

Di nuovo a proposito del nuovo soggetto, a domanda risponde: nel nuovo film ci potrebbe essere il personaggio di Furio? ”In caso lo farei fare ad un altro attore, io sono legato a quel personaggio là”. Nel frattempo arriva il 4 maggio con la cosiddetta fase 2, che ne dice il re degli ansiosi vip? ”Lunedì? Ho paura che esca troppa gente, bisogna esser molto molto cauti, è un periodo complicato, basta qualche fesso che fa assembramenti e si ricomincia da capo”. Fermo restando che quella di una Roma vuota è, per Verdone, “un’immagine malata, io voglio vedere l’apparato umano”.  E da Roma alla Roma, il Verdone tifoso è realista sul campionato di Serie A che, commenta, “mi sembra azzardato ricominciare in questa situazione”. Infine i metodi che si stanno escogitando per far uscire il mondo della celluloide dal pantano in cui lo ha bloccato il maledetto virus. Anche qui, piedi per terra: il drive in è ”una visione romantica che va bene per il cinema d’estate”, osserva, “con una retrospettiva su Totò o Alberto Sordi ad esempio. Però non può sostituire il cinema: devo prendere l’auto per andare a vedere il film e guardarlo in macchina?”.

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