NESSUNO SI SALVA DALL’ADOLESCENZA

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Incontriamo per la seconda volta la scrittrice e poetessa Elena Mearini. Nel 2015 ci aveva raccontato il suo romanzo A testa in giu’, Morellini Editore.Oggi parliamo con lei del suo ultimo romanzo Bianca da morire, Cairo Editore. In questo libro Elena Mearini si cala con grazia e senza giudizio nella disperazione di una giovane adolescente Bianca che sogna di diventare un’attrice famosa. Ma la sua famiglia non ha occhi che per suo fratello promettente stella del calcio. L’indifferenza dei suoi genitori porterà Bianca ad una decisione terribile e alle non prevedibili conseguenze. Elena Mearini costruisce un romanzo di grande forza emotiva, scava nell’animo di questa ragazza angelo e demone allo stesso tempo. L’autrice parla dell’orrore con una lingua e uno stile poetico in forte contrasto con le tematiche affrontate quasi a voler sottolineare ancora di piu’ l’abisso in cui la protagonista precipita.

Bentrovata Elena all’Araldo dello Spettacolo con il tuo ultimo romanzo Bianca da Morire. Chi e’ Bianca? Ci parli un po’ di lei?

Bianca è un’adolescente che sogna, immagina un domani di fama, riconoscimenti, applausi a scena aperta. Vuole diventare un’attrice, sente e crede di avere il talento necessario, è pronta a tutto pur di realizzare ciò che desidera. Vittima di un presente familiare che la nega, Bianca cerca di riscattarsi nell’ ipotesi di un futuro che la riconosca e la celebri. La sua individualità, inascoltata dai genitori, comincia a emettere il verso disumano di chi rivendica il proprio diritto a compiersi liberamente nel mondo. Il grido di Bianca diviene a poco a poco la terribile distorsione sonora di un’anima in gabbia.

Il romanzo e’ in prima persona, l’immedesimazione in un’ adolescente come e’ stata?
Non è stato difficile recuperare il tono dell’adolescenza, le tinte forte e assolute che la contraddistinguono. In fondo, si tratta di un’età che non ci abbandona mai, un tempo di rottura e trasformazione sempre presente in noi. Difficile è stato abbandonarmi alla piena violenta delle emozioni che travolgono la ragione, muovermi in mezzo a pensieri allagati, dove la percezione delle cose perde lucidità e assume i tratti della follia, quella follia che ti prende quando realizzi che stai per affogare e niente e nessuno verrà a salvarti.

E la tua di adolescenza?
Costellata di vuoti e speranze. Nel desiderio continuo di potere un giorno piazzare stelle al posto dei buchi neri. Non è mancata la tenerezza, però, l’attrazione costante verso la fragilità del tutto. Ero un’adolescente tormentata ma innamorata, arrabbiata ma commossa e meravigliata dalla vita.

Quanto c’e’ di te in Bianca e in quanto siete distanti?
Conosco il male di Bianca, ma non ne sono mai stata attratta. Lei ne viene sedotta al punto da assumerlo pienamente in sé. Io l’ho guardato a lungo in faccia, per poi capire che non m’interessava guardarlo oltre e niente del suo volto mi sarebbe mancato.

La cosa che colpisce di piu’ e’ la bellezza della lingua che hai usato dove la prosa si intreccia magnificamente con la poesia nei pensieri “neri” di Bianca. Tu sei poetessa, ma ci spieghi questa scelta stilistica?
Cerco sempre di trattare la parola con la cura che riserverei a un amore importante. La parola è una cosa vivissima, così viva da riuscire a provocare morti e resurrezioni. Averla tra le mani è una responsabilità enorme, per questo non bisogna dimenticare di avvicinarsi a lei con gentilezza, rispetto, attenzione.

Rappresenti la famiglia  come un luogo di incomprensione.E secondo me attribuisci la colpa indirettamente ai genitori di Bianca incapaci di essere equilibrati nel sostenere i figli nelle rispettive scelte di vita.
La famiglia dovrebbe essere il luogo della rivelazione, ossia lo spazio in cui veniamo a conoscenza della realtà di ciò che siamo e di ciò che vogliamo. La famiglia di Bianca, invece, appare più come luogo di oscuramento e repressione. I genitori negano a Bianca il diritto di manifestare la propria verità, il proprio talento e scopo. Così facendo, la allontanano dalla sostanza di ciò che è, creando in lei una deviazione pericolosa dalla realtà. Bianca oltrepassa il bene e il male, perdendosi nell’illimitato aldilà della ragione.

Nonostante tutto tu non condanni la protagonista.
Mi limito ad ascoltarla, consapevole che in ognuno di noi esiste il rischio della disperanza, la caduta dell’orizzonte dagli occhi, l’assenza di un domani a cui rendere conto di quanto fatto oggi.

Sei ancora in tour per il tuo primo romanzo A testa in giu’ quando inizierai il tour per Bianca da Morire?
Il romanzo è uscito il 28 Gennaio 2016, da Febbraio comincerò la promozione in diverse città d’Italia. Mi piace molto incontrare e ascoltare i lettori. Chi legge, spesso riscrive la storia, restituisce all’autore parti mancanti.

Hai progetti letterari a cui stai   lavorando?
Sì, una nuova raccolta di poesie che uscirà probabilmente entro fine anno e un nuovo romanzo in lavorazione.

Grazie Elena.

f.parente@araldodellospettacolo.it




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