UN INGREDIENTE PUO’ CAMBIARE LA VITA

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Il ritorno magistrale di Camilla Baresani sulle scene letterarie con il romanzo  Il sale rosa dell’Himalaya

Una sera, mentre preparate la cena per un potenziale cliente vi accorgete che vi manca un ingrediente particolare: il sale rosa dell’Himalaya.In fretta scendete a comprarlo, certi di ritornare a casa in poche decine di minuti. Ma proprio in mezzo alla strada succede qualcosa di tragico, inaspettato, che manda all’aria la serata con il cliente, i progetti, il futuro, e niente sarà più come prima. E poi cosa succede? La risposta di Camilla Baresani è nel magnifico Il sale rosa dell’Himalaya, edito Bompiani.

La protagonista del romanzo, Giada Carrara, una ragazza della provincia  che vuole fare carriera nella Milano rampante dei giorni nostri è appunto in procinto di cenare con un cliente. Ma il destino, nascosto sotto l’urgente necessità di  sale rosa, è in agguato.La ragazza viene rapita, mentre sta andando a comprare il fatale ingrediente, da due balordi. A distanza di pochi giorni iniziano le ricerche. Ci si aspetterebbe preoccupazione, solidarietà da parte della famiglia degli amici, dei media. Invece no. L’autrice conosce troppo bene l’animo umano e le sue miserie. Dopo la sparizione della ragazza ecco che si presentano nella storia le persone che gravitano intorno a Giada, che vuoi per senso di rivalsa, egocentrismo, interesse, con la scusa di aiutare le indagini danno un immagine di lei deformata e negativa, facendola diventare da vittima a mostro. E sono loro i veri antagonisti di Giada non i due delinquenti che la rapiscono. Mentre  la giovane rapita, non si arrende alla sciagura che sta vivendo dimostrando forza d’animo maggiore di quanto lei stessa si aspetti.

 Con dissacrante leggerezza Camilla Baresani mette in mostra  la macchina del fango, il dietro le quinte umano di quello che succede dietro un evento tragico, che ha risvolti inaspettati e che la giovane protagonista impara sulla sua pelle. La sua scrittura si mantiene in equilibrio perfetto tra ferocia ed ironia, tra irriverenza e levità senza mai cadere nell’autocompiacimento, con una tensione narrativa forte, ma mai irruenta. Ed è proprio questa la straordinaria bravura della scrittrice: riuscire a coinvolgere il lettore in una storia crudele, riuscendo persino a divertirlo mostrando la bassezza, la meschinità, dell’essere umano senza però usare mai l’orrore.  Un romanzo che è una superba conferma del talento della Baresani.

f.parente@araldodellospettacolo.it

 

1 Comment

  1. Vanity Mirror

    13 ottobre 2020 at 10:59

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