Il romanzo giallo come metafora del cammino di conoscenza dell’uomo

Cassani_Soltanto silenzio_rid

Intervista allo scrittore Massimo Cassani sul suo ultimo romanzo in uscita il 30 ottobre

Il commissario Micuzzi, personaggio nato dalla penna di Massimo Cassani torna il 30 ottobre in libreria con un nuova indagine. Con Soltanto silenzio, Tea edizioni, Cassani firma il quarto libro della serie che vede protagonista Sandro Micuzzi commissario in servizio a Milano. Abbiamo incontrato l’autore che ci racconta il suo romanzo.

Gent.mo Massimo esce in questi giorni il quarto romanzo “Soltanto silenzio” che ha come protagonista il personaggio da lei creato il commissario Micuzzi, ci parla di questa nuova storia? Difficile, ci provo. A margine di una partitella di pallone all’oratorio del quartiere del Casoretto, a Milano, accade un fatto all’apparenza banale, o quanto meno incomprensibile. Siamo nell’ottobre del 1978 e quella partita – finita con una sonora scazzottata fra genitori e cugini dei giovanissimi giocatori – era arbitrata da un imberbe e inconsapevole Sandro Micuzzi, capelli rossicci e impettinabili e un futuro da poliziotto. A oltre trentacinque anni di distanza, quell’episodio riaffiora nella memoria di Micuzzi, di un altro protagonista di quella partita, Aristide Mastronardi, e di suo fratello, Gaetano. E soltanto allora si capirà che a margine di quella partitella si era consumato un episodio di uno dei più inquietanti misteri d’Italia al quale non è ancora stata posta del tutto la parola fine.

Chissà quante volte glielo avranno chiesto cosa c’è di Lei in Micuzzi e in cosa siete invece lontanissimi? Sì, è una domanda tipica alla quale però è sempre più difficile dare una risposta. Il primo romanzo della serie, Sottotraccia, fu terminato nel dicembre del 2006 e pubblicato verso la fine del 2008. Sono passati otto anni. Nel 2006 avevo il pizzetto ancora nero. Da allora Micuzzi è un po’ cambiato e pure il suo autore, è evidente.

 Si può dire che la città di Milano descritta cosi bene è una dei protagonisti del romanzo? Lei che rapporto ha con questa città? Discreto, direi, anzi buono. E sempre con lo spirito dell’ospite. Non sono nato a Milano, sono di origini varesotte, di Cittiglio, un piccolo paese sulle Prealpi. Il bello di una città come Milano è che non si può mai dire di conoscerla, basta passeggiare su una strada mai percorsa e si scoprono cose che possono far galoppare l’immaginazione. E questo aiuta, quando si scrivono storie.

Foto di Marina Magri

Foto di Marina Magri

 Come nasce questo suo interesse per la letteratura di genere?  Trovo che la struttura del giallo classico, che prevede sostanzialmente tre momenti – mistero, indagine, soluzione – rappresenti molto bene il cammino di conoscenza dell’individuo. Tutto ciò va al di là dei fatti di sangue che spesso caratterizzano questo tipo di letteratura. Mi piace immaginare, e rappresentare, un evento, qualsiasi tipo di evento,  di cui il lettore non conosce le cause per poi accompagnarlo su un percorso che conduca alla verità.  E non necessariamente a una soluzione consolatoria. Perché spesso la verità fa male. Questa cosa ce l’hanno raccontata anche in musica. Spesso i miei romanzi, pur dando nel finale una risposta a tutte le domande poste dalla storia, lasciano l’amaro in bocca. Soltanto silenzio non fa eccezione.

 Raccontare storie, scrivere, qual è la sua motivazione? Non lo so. A volte le storie vengono così, senza forzare troppo e scriverle diventa una logica conseguenza. Altre volte sembra che non vengano proprio, e allora la motivazione diventa quasi una sfida a risolvere un problema. Poi, come in tutte le attività che hanno un evidenza pubblica, entrano tante cose diversamente miscelate: narcisismo, ambizione, esibizionismo. Oppure, all’opposto: desiderio di dirsi agli altri in forme autentiche, ma simboliche, voglia di realizzare qualcosa che superi l’orizzonte del quotidiano e abbia innanzi tutto un valore per se stessi. Dipende anche dai giorni.

Quando ha capito che “da grande” avrebbe fatto lo scrittore? Quando ho capito che non mi interessava fare soldi. Scherzo. Come dicevo: scrivere a volte è un fatto naturale. Ma far diventare ciò che si scrive un libro dipende da tanti fattori non tutti governabili dall’autore.

Quali sono gli autori che hanno influenzato di più la sua formazione letteraria? Credo di essere stato più influenzato dal cinema che dalla letteratura, per lo meno in passato. Per questo dovrei rispondere Theo Angelopoulos, uno dei registi che prediligo. Da ragazzo credo che un’impronta importante l’abbiano lasciata scrittori come Natalia Ginzburg, Guido Morselli, Friedrich Glauser, Herman Hesse, Stefano Benni, George Simenon. E altri, di cui però non mi ricordo come si scrivono i cognomi.

Ci racconta del suo metodo di lavoro durante la stesura dei suoi romanzi? I miei romanzi sono sempre il frutto di una ferrea confusione mentale, che perseguo con metodo. Di solito conosco abbastanza bene l’inizio e vagamente il finale. Ma il vero casino è ciò che ci sta in mezzo. E’ la metodicità della scrittura a far quadrare le cose, di solito. Solo in un caso sapevo molto bene quale storia volevo raccontare, dall’inizio alla fine. Mi riferisco a Un po’ più lontano (Laurana, 2010), il mio unico non-giallo finora pubblicato. E dove non c’è il commissario Micuzzi. Ho portato a termine la prima stesura in due settimane esatte.

 Ci sarà un quinto episodio del Commissario Micuzzi? A cosa sta lavorando adesso? Sì, credo e spero ci sarà un nuovo Micuzzi. Al momento ho molto ben presente l’inizio e tutto quello che ho detto poco sopra. Poi sto scrivendo una favola per bambini, un romanzo breve e un lavoro teatrale; a margine dovrei rimettere mano a un romanzo già terminato, una parte del quale deve essere riscritto dal punto di vista del linguaggio. Infine c’è un progetto a quattro mani con un amico scrittore. Abbiamo cominciato a parlarne da poco. Da tutto questo qualcosa verrà fuori. Spero.

Ringraziamo  Massimo per la disponibilità . Soltanto Silenzio sarà in libreria dal 30 Ottobre.

f.parente@araldodellospettacolo.it

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>