Delitti e liscio

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La recensione del racconto Night Train di Franco Limardi contenuto nell’Antologia Liscio Assassino

Esce oggi un’interessante antologia Liscio Assassino (CD e libro), editrice Zona, dove la musica della Banda Putiferio si unisce alla letteratura gialla e noir. Curata da Gianluca Mercadante e Daniele Manini, l’antologia con l’introduzione di Luca Crovi, è un interessante mix di racconti, poesie e canzoni sul temi neri.
Abbiamo scelto,  tra i sette  racconti del libro, di parlarvi  di quello dello  scrittore romano Franco Limardi Night Train. Nella  stazione di Orte tre vite compiono il loro destino. Elio, maresciallo in pensione è alla ricerca della  giovane moglie straniera Hanja che l’ha appena lasciato e che sta per arrivare nella stazione. Il musicista Vincenzo è in procinto di prendere il treno che lo riporterà a Milano da cui è scappato per non finire nei guai. Limardi  rende particolarmente bene l’ atmosfera  desolata di una stazione di provincia. Dalle sue parole si riesce a sentire il freddo ( non solo atmosferico)  del luogo e la sua intrinseca tristezza. La scelta assolutamente  appropriata, già usata nei suoi precedenti romanzi, di usare un linguaggio vero “sporcato” dal dialetto, da’ ulteriore forza ai dialoghi e ai monologhi interiori. L’autore  scandaglia i pensieri di queste tre anime in pena che si aggirano nella stazione. Con flusso di coscienza continuo rimescola i pensieri sconnessi dei personaggi con assoluta veridicità. Anche in questo racconto, come nel resto della produzione letteraria di Franco Limardi, ferocia e un maledetto caso si intrecciano dando luogo alla morte. Ma questa è una morte con la emme minuscola, perché  questi personaggi  sembrano  comparse nella loro stessa vita. E mentre  leggiamo le pagine di questo racconto la musica malinconica di un blues strappato da una chitarra dobro ci  accompagna e ci accarezza durante la lettura.

f.parente@araldodellospettacolo.it

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