Da Playboy all’Esorcista, il libro pubblicato dopo 60 anni

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Letture per Halloween

I due esorcisti di Ray Russell esce a 60 anni di distanza in Italia per raccontare una storia di possessione demoniaca, ancor prima di Blatty e del suo inquietante Esorcista. Ray Russell è famoso soprattutto per aver lavorato come direttore editoriale di Playboy e aver scritto sceneggiature anche per Roger Corman come L’uomo con gli occhi a raggi X. Stephen King annovera un suo romanzo, inedito in Italia, Sardonicus, il miglior romanzo gotico di sempre, da cui è anche stato tratto un film negli anni ’60.

Ray Russell ha la padronanza della scrittura e dell’argomento. Per scrivere questo romanzo, impregnato di religiosità fanatica e sincera, di dubbi esistenziali, di parossismi pseudo scientifici, di contrasti interiori da parte di preti e vicari di Cristo, Russell si è documentato come un bravo storico e ha scelto una storia ingannevole e, per alcuni, anche blasfema, per portare alla luce evidenti idiosincrasie all’interno della Chiesa Cattolica Romana.

La possessione demoniaca, dal punto di vista medico psichiatrico, è una malattia mentale che può sfociare in crisi isteriche e in capacità sovrumane che la scienza deve ancora capire e spiegare; per la Chiesa è un infimo modo del Diabolus o di Satana per corrompere vittime deboli e portarle dal suo lato, quello oscuro. Il limite tra queste due visioni è molto labile e nessuno, neppure un esorcista, può essere veramente certo se si tratti di disagio mentale o vera interferenza diabolica.

Il romanzo, abbastanza breve da poterlo leggere in un paio di giorni, ma intenso per non tralasciare gli aspetti più interessanti del tema, tratta l’esorcismo che due sacerdoti compiono su una ragazza minorenne che mostra segni di turbe sessuali e psichiche. Russell non svela completamente l’arcano, nonostante si addentri nel mistero più torbido, ma lascia una piccola apertura al lettore scettico o credente per poter dare una propria spiegazione. Il fedele vedrà la mano di Dio agire in tutta la storia, lo scettico, non per forza scienziato o ateo, vedrà coincidenze e relative connessione razionali a sostenere ogni scena del libro.

Il romanzo tocca i temi della fede e del dubbio con molto garbo, senza però perdersi in visioni ipocrite o critiche verso il mondo soprannaturale a cui si affidano i sacerdoti. Ogni persona ha la libertà di credere in quello che lo conforti di più senza per questo dover razionalizzare o confutare idee o anche pregiudizi a suo dire validi.

Russell si è basato su fatti realmente accaduti tratti da testimonianze sparse nei decenni precedenti e come Blatty ha cercato di crearvi attorno un’aura di misticismo esoterico che solo i romanzi possiedono. Per quanto sia spaventosa una possessione, letta o vista in un film perde di quella potenza scenica che la rende tremenda nella realtà. Chi ha assistito ad un vero esorcismo, presumendo che lo fosse o credendoci, sa che le urla strazianti e le imprecazioni e la forza muscolare inaudita, non sono paragonabili a quelle sceniche o letterarie. Il disagio, più o meno reale, che porta una persona a comportarsi così è qualcosa che è difficile da spiegare a chi non ha mai provato una cosa simile, per fortuna oseremmo dire.

Romanzi come questo affascinano per il loro grado di verosimiglianza anche a chi non crede alle presenze demoniache, nel senso stretto del termine, su questa Terra. Il fantastico e l’horror fanno parte dell’animo umano, il lato oscuro di ognuno di noi deve emergere ogni tanto, anche solo con l’immaginazione e questo genere di racconti sono l’ideale per sfogarsi e viaggiare con la mente.

 

I due esorcisti, titolo originale, The case against Satan, è una piccola chicca del genere da recuperare grazie alla Tea e alla nuova traduzione schietta e scorrevole.

Uno spunto di riflessione possibile del libro, che sicuramente non è se credere o non credere nel Demonio, è se possiamo sempre essere sicuri delle nostre certezze in situazioni tanto scabrose o difficili. Possiamo essere sicuri di conoscere veramente quelli che ci stanno attorno? E, questo è un dubbio che possono avere anche i medici, se il segreto professionale debba valere anche per crimini ignominiosi.

Ramsis B. Bentivoglio

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