Andrea Cavaletto, da Dylan Dog a ‘Io sono il male’

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In libreria il primo romanzo del fumettista, scritto a quattro mani con Lisa Zanardo

Arriva nelle librerie ‘Io sono il male’, edito da Gm Libri, il primo romanzo di Andrea Cavaletto (sceneggiatore per fumetti e cinema di Dylan Dog, Martin Mystère, Zagor, Tex e Hidden in the woods) scritto a quattro mani con Lisa Zanardo (già Visioni d’amore color lilla, Ogni giorno un nuovo inizio, Manuale sulla sclerosi multipla).

Andrea Cavaletto, da Dylan Dog a ‘Io sono il male’. In libreria il primo romanzo del fumettista, scritto a quattro mani con Lisa Zanardo

Un lavoro fuori dal comune per l’Italia, 328 pagine che scorrono sulla scia dell’home thriller, genere fino a questo momento appannaggio esclusivo di autrici per un pubblico prettamente femminile. Stella sta fuggendo da una relazione sterile che non la porta a nulla; la riviera ligure le è sembrato il posto migliore dove andare a rintanarsi, ma sulla strada verso il mare l’attende un incidente d’auto, che la conduce all’incontro fatale con una donna elegante e indecifrabile, Irene, e con suo marito Milan, un medico geniale, avvolto da un alone di inquietante magnetismo.

Comincia per la giovane donna una danza conturbante e pericolosa, tra memorie ed esistenze sfuggenti, accomunate da un unico, doloroso destino; sempre più a fondo, in un gorgo di illusioni e verità taciute, alla ricerca di se stessa, delle più inattese e inconfessabili rivelazioni circa la morte e la vita, il male e una messianica promessa di guarigione. Un racconto anticonformista che colorandosi dei toni della finzione, mantiene tratti quasi autobiografici. Stella Miani diventa infatti, a momenti, una specie di alter ego della stessa Lisa Zanardo che trova, attraverso di lei, il modo per raccontare la sclerosi multipla, di cui entrambe sono affette, presentandocela con occhi del tutto nuovi. Il tema della malattia, fagocitata da vampiri psichici, qui ha varie declinazioni, fisica prima di tutto, poi psicologica con tutte le aberrazioni che ne derivano, inseguendo la possibilità di una cura, il tentativo di un’assoluzione e forse il miraggio di una catarsi.

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