Il Grande Gatsby, un secolo su celluloide

il-grande-gatsby-94-anni-e-non-sentirli

Sulle tracce del percorso cinematografico del celebre romanzo di Fitzgerald

Il 10 aprile 1925, a New York, Francis Scott Fitzgerald pubblicò “Il Grande Gatsby”, un romanzo ambientato a Long Island nel 1922. Il romanzo narrava l’alone di mistero che avvolgeva Jay Gatsby e il suo amore impossibile per una donna sposata. La voce narrante è quella di Nick Carraway, un giovane squattrinato che lavora a Wall Street. Nick arrivò a Long Island per passarvi l’estate e prese in affitto l’umile cottage situo accanto alla maestosa e fastosa villa di Gatsby.

Nel libro, Fitzgerald riflette la società americana degli anni venti con le sue contraddizioni, la promiscuità, gli eccessi, il vittimismo e la superficialità. Il romanzo, che tra l’altro era in qualche modo un’ autobiografia di Fitzgerald che in quegli anni si era dato all’alcool e alla pazza vita, ebbe subito successo. In Italia viene tradotto con il titolo di “Gatsby il Magnifico” da Giardini nel 1936. Ma il successo cinematografico del romanzo non ha, forse, eguali poiché diversi registi si cimentarono per proiettarlo.

Nel 1926, infatti, un anno dopo l’uscita del libro, Herbert Brenon lo portò nelle sale cinematografiche. La pellicola in bianco e nero aveva una durata di ottanta minuti ed era muta. Purtroppo, oggi non è rimasto che un trailer di un minuto. Il resto del film è andato perduto. Fu prodotto per la Famous Players – Lasky Corporation e distribuito dalla Paramount Pictures. La sceneggiatura si basava su un adattamento teatrale dello stesso anno, curato da Owen Davis.

Il Grande Gatsby, un secolo su celluloide

Durante il periodo della stesura del romanzo, Fitzgerald era talmente tanto immerso nel lavoro, da trascurare totalmente la moglie che si diede all’alcool e che, successivamente, fu internata in una casa di cura a causa di una malattia mentale. A quanto pare, quando Zelda Fitzgerald e il marito andarono a vedere la pellicola muta restarono spiacevolmente colpiti al punto che, in una lettera, la stessa Zelda scrisse: “Era terribile, ce ne siamo andati”.

Fitzgerald morì nel 1940 e Zelda nel ’48. L’anno successivo, fu proposta una nuova pellicola basata sul celebre romanzo. La regia era di Elliott Nugent, la produzione della Paramount e aveva una durata di novantadue minuti. Questa volta, pur essendo in bianco e nero, la pellicola era sonora. Nel 1929 ci fu, appunto, l’avvento dei sonoro. Si iniziarono a studiare i primi metodi per introdurre le voci, i rumori, i suoni e le musiche senza ricorrere all’utilizzo di imbonitori o orchestre in sala. Questa pellicola è un buon esempio del progresso apportato dall’introduzione del suono.

Inizialmente Daisy doveva essere interpretata da Gene Tierney e Tyrone Power avrebbe recitato solo accanto a lei. Quando l’attrice fu “scartata” perché troppo bella, anche Power abbandonò il cast. Nel 1974, una terza versione cinematografica del romanzo fu proposta al pubblico. Diretta da Jack Clayton, e prodotta da David Merrik, la scenografia fu affidata a Francis Ford Coppola che rispettava di più le pagine scritte da Fitzgerald. “Il Grande Gatsby” fu proiettato per la prima volta a colori. L’interprete di Daisy, Mia Farrow, fu scelta nonostante il suo stato di gravidanza, camuffato dai costumi e dalla predilezione di primi piani, mentre il ruolo di Gatsby, tra gli altri, era stato offerto a Jack Nicholson. La durata della terza versione cinematografica raggiunse i centoquarantaquattro minuti. Negli anni ’70, dopo il boom economico e con l’arrivo delle nuove tecnologie, la durata delle pellicole stava diventando via via più lunga.

Il percorso cinematografico del romanzo di Fitzgerald, arriva al 2013, quando viene proposta una quarta versione de “Il Grande Gatsby”. La pellicola, dalla durata di centoquarantatré minuti, è stata diretta da Baz Luhrmann e interpretata da Leonardo di Caprio nei panni di Gatsby, Toby McGuire per Nick Carraway e Caray Mulligan per Daisy Buchanan. La canzone “Young and beautiful” scritta da Lana del Rey e Luhrmann fu la prima estratta dall’album della colonna sonora, nonché la più utilizzata sia nel film che nelle pubblicità dello stesso.

Il percorso cinematografico del romanzo di Fitzgerald è stato molto lungo. Se si pensa poi che ne fu proposta una serie tv nel 2000 e diverse rappresentazioni teatrali, si può dedurre quanto l’opera sia stata apprezzata dal pubblico. Gatsby è un eterno romantico. Un’anima pura in un mondo corrotto. Persino Daisy, un tempo candida e pura come lui, è stata cambiata dalla società, dal tempo, dalle delusioni e dal consumismo. In una sublime scena estratta dalla pellicola del 2013, Nick sta scrivendo un diario sulla sua esperienza con Gatsby e ricorda quando Jay gli raccontò del primo bacio con Daisy. Il racconto di uno e le parole che s’imprimono sulla carta dell’altro si alternano, dando vita a una narrazione à deux piena d’effetto, accentuata dal magnifico adattamento della colonna sonora: “Sapevo che baciando quella ragazza, sarei stato per sempre sposato a lei. Perciò mi fermai… mi fermai e aspettai. Aspettai il momento”. “Sapeva che la sua mente non sarebbe più stata libera di spaziare come la mente di un dio, che l’innamorarsi avrebbe cambiato il suo destino per sempre”. “E solo allora mi lasciai andare”. “Lei sbocciò per lui come un fiore e l’incarnazione fu completa”.

Giorgia Gentili

 

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>