Anne Hathaway e Il suo ultimo desiderio

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Una storia di giornalismo coraggioso e drammatico

Il 21 febbraio è arrivato su Netflix “Il suo ultimo desiderio”, film del 2020 diretto da Dee Rees. La pellicola è l’adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Joan Didion, del 1996. Le riprese sono iniziate nel 2018 in Porto Rico. Il film è stato presentato il 27 gennaio al Sundance Film Festival 2020.

È il 1984 ed Elena McMahon, interpretata da Anne Hathaway, è una giornalista statunitense che si occupa principalmente di dare voce alle sofferenze e agli abusi della guerra civile in America Centrale, nonché fare luce sui traffici illegali di armi e sugli interessi degli USA nella regione. Elena è una donna decisa, agguerrita e determinata. Ha superato mille difficoltà: l’abbandono del padre, il divorzio, il tumore al seno e la lontananza dalla figlia. Sono anni che Elena indaga sugli interessi del proprio paese in Nicaragua, ma proprio a causa della sua posizione scomoda di giornalista ben preparata, tenace e coraggiosa, viene allontanata dall’inchiesta, probabilmente proprio dal governo, per essere destinata alla campagna elettorale presidenziale. Un ruolo che poco si addice alla donna che è arrabbiata e scontenta di seguire discorsi finti di politici che si riempiono la bocca di promesse e belle parole tutte false, sotto le quali si celano oscurità e interessi di fondo. Ma l’incarico dura poco. Il padre di Elena, che la donna aveva ricominciato saltuariamente a incontrare, si sente male e chiede aiuto alla figlia.

Anne Hathaway e Il suo ultimo desiderio

L’uomo è un trafficante d’armi ed è ricoperto da debiti. Deve effettuare una vendita, ma è impossibilitato a causa del malore che lo ha colpito. La figlia, quindi, accetta di effettuare lo scambio e s’imbarca su un aereo con la merce, scavalcando ogni sorta di controllo e arrivando inconsapevolmente in Costa Rica. Elena viene pagata in cocaina, ma i patti erano diversi. La donna scappa dagli uomini che l’avevano presa con sé, ma è impossibilitata a ripartire per gli Stati Uniti perché il suo passaporto è stato scambiato con un documento falso non adatto all’espatrio. La giornalista vivrà il suo ultimo periodo in Costa Rica guardandosi le spalle, sperando nell’intervento di Treat Morrison, funzionario della CIA, annotando tutte le incongruenze, i sospetti e scattando foto. Il materiale sarà, poi, raccolto e nascosto in una busta, trovato e utilizzato per incriminare gli americani coinvolti nei traffici illegali che esercitavano influenze sul territorio.

Il film è tutto al femminile: la tenacia di una donna che arriva in un paese senza una protezione, nel quale deve cavarsela totalmente da sola, in cui tutto ciò che ha è solamente il proprio coraggio e l’intelligenza. Un viaggio nell’intimo di una donna che, avendo compreso la situazione pericolosa in cui si è intromessa, pensa all’incolumità della figlia. Una donna che fino alla fine lotta per fare luce su verità scomode del suo paese. È il racconto del difficile ruolo di giornalista onesto e coerente che non si accontenta delle apparenze, ma che scava fino in fond nonostante le difficoltà della vita e l’ostruzionismo governativo, esercitato su un personaggio ritenuto scomodo, ma che in realtà mette a disposizione della propria nazione e del mondo la propria onestà intellettuale, senza corruzione.

Giorgia Gentili

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