Parliamo di donne, quando la rassegna è un successo

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Ottimo il bilancio per la kermesse diretta da Luca Verdone

Sei serate di intenso cinema, con proiezioni e forum, hanno animato l’estate di Cantalupo in Sabina.

La rassegna “Parliamo di donne“, fortemente voluta dall’assessore alla Cultura e al Turismo Eleonora Farneti, ha analizzato il ruolo della donna nel cinema, nell’arte e nella quotidianità grazie agli spunti evocati dalle tematiche affrontate nei film scelti dal direttore artistico, Luca Verdone.

Acclarati e acclamati professionisti del mondo dello spettacolo hanno presentato il film e conversato con il pubblico. Ogni sera la discussione ha portato ad interessanti spunti, a partire dall’inaugurazione della rassegna  avvenuta con la pellicola firmata da Tim Burton, Big eyes, commentata dal critico cinematografico Enrico Magrelli.

“Siamo grati al pubblico, numeroso e appassionato al dibattito con gli ospiti. Possiamo assolutamente dichiarare Parliamo di donne un esperimento riuscito!” sostiene il direttore artistico Luca Verdone, che prosegue “Vedere una platea coinvolta nella discussione già dai primi minuti, come è successo ad esempio nella serata d’inaugurazione con Magrelli, è stata una piacevolissima sorpresa. La gente ha voglia  di confrontarsi e nel nostro spazio ha avuto modo di fare paralleli e mettere in relazione le proprie conoscenze”.

Big Eyes (2014)“Big Eyes per molte persone è stata una scoperta, per altre una riscoperta – racconta il critico Enrico Magrelli -.  Nel dibattito sono scaturite immediatamente forti reazioni  date dalla tematica del film. Abbiamo infatti parlato del ruolo dell’artista realmente esistita, Margaret Keane (Amy Adams), messa in ombra dal marito Walter Keane (Christoph Waltz). È stata un’occasione per riflettere e per conoscere meglio il mondo dell’artista, mondo che il regista Tim Burton conosce benissimo, dal momento che è realmente un collezionista delle opere della Keane”.

Cinema  come punto di partenza per profonde riflessioni, dunque. Ma la manifestazione è stata anche un’occasione per aiutare la ripresa dei paesi devastati dal terremoto del centro Italia. Un’area della zona aperitivo è stata infatti dedicata alla vendita dei prodotti originari di Amatrice, il cui ricavato è stato devoluto agli abitanti delle zone disagiate.

L’assessore alla Cultura e al Turismo Eleonora Farneti, all’indomani della conclusione della kermesse, commenta i numeri: “Abbiamo avuto una media di 200 persone a serata, grande risultato se si pensa che la platea constava di circa 250 posti. È la prima edizione, quindi non possiamo fare confronti ma siamo tutti così soddisfatti della risposta che ci ha dato il pubblico, che abbiamo deciso di iniziare subito a lavorare per la seconda edizione della rassegna.”.

IMG_5002L’unico dubbio che resta adesso, è il tema portante della kermesse che avrà luogo l’anno prossimo sempre a Cantalupo, poiché l’universo femminile indagato dal cinema è davvero ricco di sfaccettature e spunti di riflessione.

“Mi ha colpita – prosegue l’assessore Farneti – il modo in cui il pubblico ha reagito alla visione del film Séraphine di Martin Provost. È stata molto brava anche l’attrice Simona Caparrini che ha coinvolto il pubblico durante l’incontro, stuzzicandolo e chiedendo se quindi l’arte è per tutti o solo per una elite. Ciò che ne è seguit, è stato un dibattito molto accattivante”.

Anche la discussione seguita alla proiezione di Artemisia. Passione estrema è stata molto partecipata, soprattutto quando l’ospite della serata, la sceneggiatrice Heidrun Schlief ha dato il suo punto di vista.

“Con Heidrun abbiamo fatto un bellissimo excursus sull’integrazione delle artiste donne e su come questa si sia modificata dal ’600 ad oggi” ci racconta Luca Verdone, che aggiunge: “Lei poi, che costruisce il suo lavoro sulle reazioni emotive del pubblico, ha saputo provocare magistralmente la discussione, sostenendo che il film raccontasse in chiave misogina la vita e il famoso processo subito da Artemisia”.

Ancora più interessante il fatto che la regia del film sia firmata da Agnès Merlet. Una donna.

Insomma, una rassegna piena di colpi di scena e di belle serate di condivisione.

Adesso per, prima della seconda edizione di Parliamo di donne, il direttore artistico avrà un nuovo progetto sul quale concentrarsi: il documentario sul Professor Mario Verdone, che avrebbe  compiuto cento anni proprio lo scorso 27 luglio.

Il documentario, che verrà concluso entro novembre, avrà la regia di Luca e il fratello Carlo ci guiderà nella vita del Professore, non solo critico cinematografico e scopritore di immensi talenti – uno su tutti, Manoel De Oliveira – ma anche storico del futurismo, umanista curioso e scrittore pluripremiato.

E magari chissà, sarà lo spunto per una serata della prossima rassegna di Cantalupo!

 

 




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