Standing ovation nell’Olimpo degli artisti

Ci sarà stata una lunga standing ovation di benvenuto, nell’Olimpo degli artisi.

Tutti ad acclamare gli ultimi, illustri, arrivi. Come non tributare un profondo momento di riguardo a personaggi del calibro di Gigi Magni o Lou Reed?

Ed ecco un’altra prova del fatto che il destino ha più fantasia di noi: nella stessa giornata, se ne vanno il regista papalino per eccellenza e il chitarrista che cantava la sua ribellione alle regole.

L’autore di “In nome del Papa Re” si trova accostato al quasi coetaneo che scrisse l’inno “Walk on the wild side”.

“Nell’anno del Signore” è oggi faccia a faccia con “Heroin”.

Ma poi, come al solito, gli opposti  finiscono per somigliarsi. E così Lou Reed, nonostante i suoi scandalosi Velvet Underground, Nico e le frequentazioni nella Factory di Andy Warhol, si ritrova immerso fino al collo nei racconti del suo tempo, nelle riflessioni mistiche e nei messaggi di amore e speranza.

Così come Gigi Magni si diverte a fotografare una realtà non poi tanto lontana, nel suo “Quelle strane occasioni”, incastonando nell’episodio “Il cavalluccio svedese”, il prototipo del padre geloso ma prima ancora, dell’uomo esageratamente rigido, sconvolto nella sua rettitudine dalla figlia svedese di un amico.

La standing ovation sarà stata dedicata ai personaggi che a distanza di pochi giorni, mesi al massimo, si sono dati appuntamento lì, dove la materia non è sostanza e l’aria è leggera.

Sorridenti, amiamo immaginare Giuliano Gemma, Luciano Martino e Carlo Lizzani pronti, ancora una volta, a ridere di gusto, chiudendo così un altro “Perfect Day”.

 

Francesca Romana Massaro
fr.massaro@araldodellospettacolo.it

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