Sorrentino, uno di noi. L’ironia, piena di livore, rivela la frustrazione… degli italiani

Youth

Invettive e critiche per “Youth” di Sorrentino. A noi ricordano la volpe e l’uva…

Avrei voluto evitare, giuro. Ma non posso.

Continuo a sentire “esperti”, “tecnici” e “professionisti” del settore che, sadicamente, tentano invano di assestare picconate alle ormai fin troppo solide fondamenta del cinema sorrentiniano.

Speravo che i gufi post Oscar avessero deposto le armi di fronte ad una evidente débacle. Ma così non è stato.

Allora, per la vostra gioia, vi rispondo con una citazione tratta proprio da “Youth“.

“A me piace l’ironia, ma quando è piena di livore l’ironia si depotenzia e rivela altro”.
“Cosa rivela? Sentiamo”.
“Frustrazione. In questo caso la sua, non la mia”.

Parole sante, caro Sorrentino.

Lui sì che ha messo in bocca a Madalina Ghenea ciò che tanti vorrebbero poter dire ai dinosauri di pellicola che affollano il nostro settore, divorati dall’invidia nei confronti di un collega che sbanca botteghini e premi internazionali.

Altro sarebbe stato, ça va sans dire, se il regista Premio Oscar fosse stato nella scuderia dei suddetti produttori o se avesse chiamato a collaborare i noti tecnici che tanto lo sbeffeggiano.

Mettiamo in chiaro piccoli ma importanti punti riguardanti questo film, per i pochi che non l’hanno ancora visto.

Youth1. Non è un film sulla vecchiaia

O meglio: i protagonisti sono senza dubbio agée ma non ci sono solo teste bianche e persone con problemi di femore, come si evince facilmente anche dalla foto qui a sinistra.

Nel film s’intrecciano infatti, le riflessioni dei protagonisti con le vite dei rispettivi figli, amici e conoscenti.

Tutti di età differenti e sicuramente più giovani.

E comunque, che lo vogliate o no, il tempo è democratico e quindi toccherà a tutti noi, compresi voi, invecchiare.

E allora Sorrentino, tra le righe, vi dice che a lui piace raccontare il desiderio e non l’orrore. I desideri che restano immutati nel tempo e non l’orrore del decadimento fisico.

E lo fa dire proprio a Paul Dano travestito da Hitler. Più chiaro di così…

Ma se proprio non riuscite a digerire l’idea, allora guardatevi questo film così potrete capire in che modo affrontare gli ultimi anni delle vostre vite.

… magari ci arrivaste con la grazia e l’eleganza di Micheal Caine.

20150520_youth7772. Non è Maradona. Ma in effetti lo era.

Quello che vedete nel film, non è Maradona.

Anche se lo ricorda molto ed è un tributo al calciatore idolo di Sorrentino.

Vi invitiamo a godere della bellezza delle immagini in cui il finto Maradona palleggia con una pallina da tennis.

Anche in questo caso Sorrentino sa scegliere un punto macchina in grado di sorprenderci e farci vedere le azioni più banali in un modo sempre originale e inaspettato.

E comunque sì, era a Maradona che aveva dedicato l’Oscar. A quello vero, però.

paolo-sorrentino3. A chi continua a criticare, senza averlo neanche visto

Rino Gaetano cantava “mio fratello è figlio unico perché non ha mai giudicato un film senza prima vederlo”.

Ecco, a distanza di anni, notiamo che le cattive abitudini sono dure da morire.

Ma poi alla fine,  ”La grande bellezza” non aveva trama e non era altro che una scopiazzatura de “La Dolce vita” e proprio per questi due motivi – evidentemente – si è aggiudicato l’Oscar.

Quindi non dovrebbe stupire sentir dire che “Youth” è inconcludente e deprimente.

Continuate così che portate bene: il film sta facendo incassi record ai botteghini.

E se ancora non ne avete abbastanza, allora non ci resta che associarci a Sorrentino (vedi foto), mandandovi un ricco bacio con la mano destra perché la sinistra è occupata. Dalla Statuetta.

2 Comments

  1. simona

    9 giugno 2015 at 11:18

    Con questo articolo pensate di aver “difeso” Youth? Non c’è una spiegazione decente della bellezza, dell’importanza o della necessità di questo film. Avete fatto un paio di nomi, un paio di citazioni e al punto 3 vi siete rivolti a “chi continua a criticare, senza averlo neanche visto”, cioè a persone che non dovreste neanche considerare se aveste un minimo di professionalità.

  2. Alessandro

    9 giugno 2015 at 16:30

    Fondamentalmente però hai argomentato molto poco per smantellare le critiche più ricorrenti fatte nei confronti della pellicola; pare quasi che anche tu celi livore in qualche modo. Il film non l’ho ancora visto, lo vedrò e giudicherò, restando il più possibile alla larga dal 3′ punto che hai esposto.

    p.s. Fast and Furious sbanca i botteghini da un bel po’, ma non penso che questo sia il più veritiero dei metri di giudizio.

Leave a Reply

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>