Questo articolo non sarà mai pubblicato in Arte – con la A maiuscola

Teatro: performance a Firenze con ruspe e operai, giù muro

Tra performance impossibili e truffe intellettuali

Non parliamo della giovane performer Talia Concept (Anita Kravos) de La Grande Bellezza. Ve la ricordate? La donna completamente nuda che prendeva la rincorsa e sbatteva forte la testa contro le mura antiche dell’acquedotto Claudio.

No, non parliamo di lei, purtroppo. Parliamo di un evento che avrà luogo davvero il 20 settembre a Firenze, dal nome “Demolizione“.

Udite, udite, consterà nell’abbattimento vero e proprio di un muro con macchine edili e operai, e poi reading – attenzione al reading tra le macerie! Molto chic -, sonorizzazioni e spettacoli.

“Nel chiostro delle geometrie” è il nuovo progetto di Teatro Studio Krypton e Dipartimento di architettura dell’Università di Firenze che ha come fulcro il Chiostro di Santa Verdiana, nel cuore della città, ex convento, ex carcere ed ora sede della facoltà di architettura.

Jep Gambardella (Toni Servillo) la prendeva in giro Talia Concept. Le faceva una durissima intervista per farle capire che il pubblico non va “truffato” con vibrazioni, storie personali ammantate di tragedia e performance inutili, presentate come criptiche e incomprensibili ai meno letterati.

Abbiamo riso – e di gusto, va ammesso! – nel vedere quelle scene. Ma adesso, di fronte alla realtà, lo sgomento ha la meglio.

La presentazione di questa “opera d’arte”, ci rifiutiamo di pubblicarla nella sezione “Arte” con la A maiuscola. Motivo per il quale, possiamo esclusivamente parlarne con tono ilare qui, nell’editoriale.

 

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