Italiani, popolo di santi, poeti, navigatori e… rosiconi

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Perché non ce la facciamo proprio a sostenere un italiano a un passo dalla gloria?

Perché non vediamo l’ora che qualche straniero prenda in giro un italiano, per accodarci e buttare sterco sul connazionale?

La risposta è molto semplice: perché oltre ad essere un popolo di santi, poeti e navigatori, siamo anche un popolo di rosiconi.

Così, detta alla romana. Tanto per essere chiari ed evitare fraintendimenti di sorta.

Finalmente, e diciamo finalmente perché sono passati ben 25 anni dall’ultima volta che è accaduto, siamo in corsa per l’Oscar al miglior film straniero.

E noi che facciamo? Sosteniamo il nostro regista? Spingiamo inverosimilmente l’attore protagonista della pellicola? Pensiamo all’indotto economico che potrebbe dare al nostro Paese la vittoria di una statuetta dell’Academy?

Ovviamente no.

Piuttosto prendiamo in giro Toni Servillo quando viene intervistato il giorno dopo la nomination. Per carità, non si lanciano improperi ad una giornalista che sta facendo il suo lavoro mettendoci un po’ di malizia, ma certo almeno un augurio davvero sentito non sarebbe stato male…

Piuttosto noi – da soli -, creiamo un filmato che diventi virale, nel quale mixiamo il Secondo tragico Fantozzi e la Grande Bellezza, per sbeffeggiare la pellicola, doppiando il ragioniere, nel momento in cui definisce la Corazzata Potemkin una “cagata pazzesca”.

Un successo della rete, già più di 10mila visite in poche ore. E dicono che Sorrentino si sia infuriato vedendolo.

Non ce la si fa proprio a godere dei successi di un connazionale, eh?!

Dalla politica al cinema, niente da fare. Siamo capaci solamente di distruggere chi, secondo noi, sta creando – finalmente – qualcosa di buono.

Poi ci stupiamo che il Belpaese vada a rotoli.

Meditate, gente. Meditate.

3 Comments

  1. Gabri

    28 febbraio 2014 at 17:26

    Salve,
    Ho capito che il buonismo di alcuni italiani non muore mai e dobbiamo, secondo loro, sperare sempre per il trionfo dei fratelli italiani senza fare critiche. Ma Sorrentino e Servillo hanno fatto film precedenti alla Grande Bellezza(L’uomo in più ed altri…) di gran lunga migliori dal punto di vista di sceneggiatura e messaggio sociale. Che Toni Servillo sia sempre all’altezza è assodato è fantastico…vedi anche “È stato il figlio” di Daniele Cipri(molto più interessante della Grande B.), dove ho fatto fatica a capire che fosse Servillo, parlava siciliano ed era trasformato nella mimica…grande prova attoriale, altro che star di Hollywood;per non parlare del film “Gorbaciof”di Stefano Incerti dove Toni a mio parere supera anche Al Pacino di “Quel pomeriggio di un giorno da cani”"Serpico”.In questi giorni ho visto “La mia Classe” con Valerio Mastrandrea, regia Daniele Gaglianone…Stupedo ma nessuno lo voleva produrre perché troppo sperimentale…gira nelle sale dei teatri indipendenti…fate voi un confronto con La Grande B. …

  2. Pingback: Cèsar 2014, agli Oscar francesi trionfa "Tutto sua madre"

  3. Francesco

    1 marzo 2014 at 17:23

    Forse perchè il cinema, essendo (teoricamente) arte, va al di là di semplici nazionalismi. Gli Oscar non sono una competizione sportiva ed una eventuale premiazione non porterà alcun vantaggio, escludendo quel breve ma intenso risalto tra i media internazionali. L’ Italia è e rimarrà un paese pessimo per investire nel cinema, un ambiente clientelista, chiuso ed autoreferenziale che si crogiola nella gloria di un passato remoto. Il f.u.s. continuerà ad elargire soldi a progetti che sono l’equivalente in celluloide di crisi epilettiche durante un contest di break-dance. La tua, del tutto opinabile, dichiarazione per la quale Sorrentino avrebbe creato qualcosa di “buono”, non esula dalle critiche, fondate e non, di un pubblico pagante. Questo è un popolo di frignoni, che accoglie l’idea di successo, nel senso più ampio del termine, solo nel caso di un plebiscito.




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