Perché anche le favole hanno i loro mostri nell’armadio

Alice attraverso lo specchio

Nel 150° compleanno del romanzo, esce il seguito di Alice nel paese delle meraviglie

Sono passati già 150 anni da quando il chiacchierato Lewis Carroll scrisse il romanzo sull’ancora più chiacchierata e supposta liaison con la piccola Alice Liddell.

La favola vittoriana divenne famosa in tutto il mondo grazie alla Disney che ne fece un capolavoro animato, ovvero “Alice nel paese delle meraviglie“.

Il cartone animato ebbe tanto successo che venne ripreso e rivisitato in forma animata e non, da diversi registi. Uno su tutti, Tim Burton.

Adesso, la Disney è pronta a raccontare ancora una volta le avventure della bambina, mettendo in scena il seguito firmato dal regista James Bobin: “Alice attraverso le specchio“.

Il 25 maggio il secondo capitolo della saga arriverà sui nostri schermi per farci scoprire le nuove avventure della fantasiosa bambina che ha trascorso gli ultimi anni seguendo le impronte paterne e navigando per il mare aperto.

alice-attraverso-lo-specchioAl suo rientro a Londra, si ritrova ad attraversare uno specchio magico che la riporta nel Sottomondo dove incontra nuovamente i suoi amici il Bianconiglio, il Brucaliffo, lo Stregatto e il Cappellaio Matto (Johnny Depp) che sembra non essere più in sé.

Il Cappellaio ha perso la sua Moltezza, così Mirana (Anne Hathaway) manda Alice alla ricerca della Chronosphere, un oggetto metallico dalla forma sferica custodito nella stanza del Grand Clock che regola il trascorrere del tempo.

Tornando indietro nel tempo, incontra amici – e nemici – in diversi momenti della loro vita e inizia una pericolosa corsa per salvare il Cappellaio prima dello scadere del tempo.

Alice_Liddel_-_Beggar_GirlNon tutti sanno che questo cartone animato non è esclusivamente frutto della fantasia dei disegnatori Disney, bensì  trae spunto dal secondo volume scritto da Lewis Carroll, sempre per far divertire la sua Alice, che vediamo qui di fianco, ritratta da Carroll stesso.

Fa impressione pensare che tanti bambini siano cresciuti accompagnati da una storia creata proprio per attirare la fantasia di una bambina….

Ovviamente i cartoni animati che ne sono scaturiti, non hanno nulla a che vedere con l’intento primario, ma celebrare un uomo così discusso, comunque, fa pensare…

 

Il secondo romanzo si chiamava “Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò” (Through the Looking-Glass and what Alice Found There, 1872).

Ma il buon vecchio Carroll non smise di avere un debole per le bambine, così continuò a scrivere e compose un poema dedicato ad un’altra piccola, Gertrude Chataway, dal titolo “La caccia allo Snark“.

Carroll non è stato mai condannato per la sua deriva nei confronti delle minorenni.

Né, bisogna riconoscere, è stato mai realmente appurato se sia mai andato oltre il sentimento platonico, con le sue muse.

(Per ulteriori info sull’argomento leggi anche qui)

bacio_lewis_carroll_alice_liddell_fotografiaE’ stata molto discussa però, una fotografia in cui Carroll e la piccola Alice si baciano.

Pare che fosse usanza, in epoca vittoriana, che gli adulti baciassero i bambini, anche se con questi non avevano un legame di parentela.

Un costume che richiama anche more et usi degli antichi greci.

Ricordiamo infatti che nell’educazione greca, solitamente il maestro iniziava il giovane discepolo, anche eroticamente.

Tanto era codificata questa usanza, che i due venivano denominati erastes ed eromenos (dal greco, “amante e amato”).

Ricordiamo inoltre che questa abitudine è stata poi codificata in “pederastia greca”.

Riflettiamoci.

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