Nulla è più pericoloso dell’idiozia

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“I, Tonya” specchio della nostra amara realtà

Gillespie ha aperto il suo film I, Tonya con una scritta emblematica nella quale dice agli spettatori

“Tratto da interviste assolutamente vere, totalmente contraddittorie

e prive di qualsiasi ironia

con Tonya Harding e Jeff Gillooly”.

La chiave è nel “prive di qualsiasi ironia” perché il cuore del film ruota intorno all’idiozia dell’ex marito di Tonya, Jeff Gillooly, e del suo migliore amico, Shawn. Questi due redneck, contadini della profonda provincia americana, decidono di diventare il manager e la guardia del corpo – entrambi non richiesti – della donna che nel frattempo, nonostante tutte le difficoltá della sua condizione, stava diventando la pattinatrice migliore d’America e poi la prima nella storia a compiere un triplo axel.

Com’è stato possibile dunque che la ragazza di provincia, tutta allenamento e dedizione – oltre che talento – distruggesse una carriera ai massimi livelli e ottenesse la squalifica a vita dal mondo del pattinaggio? Lei che, senza dubbio, sarebbe entrata di diritto nella Hall of fame del pattinaggio sul ghiaccio?

La risposta è semplice, lineare ed unica: l’idiozia.

Tonya Harding è stata vittima dell’idiozia. Nessun complotto, nessun affare sporco, magna magna o commistioni con servizi segreti, Ufo o fruttaviani.

Nulla è più pericoloso dell’idiozia, d’altronde.

Succede quindi che da un consesso di cervelli tra un marito balordo e un mitomane sedicente guardia del corpo, nasca un piano che a sua volta coinvolgerà due mentecatti e, a farne le spese sarà, prima di tutto, Tonya.

Ecco, questa situazione ricalca esattamente ciò che stiamo vivendo noi italiani. Com’è che la nazione che ha dato i natali ai più grandi pensatori di tutti i tempi, che è stata benedetta dal cielo per la densità di meraviglie naturali e che un tempo aveva un potere che si estendeva in quasi tutti i continenti, oggi è ridotta ai livelli di una neorepubblica di qualche ex Paese comunista?

La risposta è semplice, lineare ed unica: l’idiozia.

Non c’è bisogno di ricorrere a complotti, piani orditi da esistenze superiori o da mani grigie.

È semplicemente colpa nostra: siamo degli idioti, che sono sottostanti al governo di altrettanti idioti e hanno assistito, inermi, alla distruzione del fu Belpaese.

Se però non ci affrettiamo ad intervenire, lasciando magari il comando in mano a complottisti, potremo rischiare di seguire ancora le orme della povera Tonya, dritti dritti verso lo sfacelo.

Dopo che venne rotto il ginocchio alla rivale, Nancy Kerrigan, Tonya andò alle Olimpiadi, dove arrivó quarta e poi subí un processo federale oltre che mediatico e venne esclusa a vita dal mondo del pattinaggio.

Vittima del marito non solo per la sua geniale pensata, ma anche per le violenze subìte in casa, l’unico modo che trovò per riciclarsi e portare qualche centesimo a casa, fu darsi alla boxe.

 

Davvero.

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Tonya Harding

Nel film Margot Robbie – che per l’interpretazione merita un Oscar – dice: “La violenza era l’unica cosa che avevo sempre conosciuto”. Speriamo che questo non sia anche l’epilogo nostro.

 

 




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