Come uccidere la platea! Torres sfida il pubblico

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Stasera la sadica performance dell’artista messicano

L’idea è dell’artista messicano Mario Garcìa Torres.

Chiudere nel cinema Massimo di Torino, stasera 20 settembre, il pubblico per una maratona di 7 ore.

E fin qui, va tutto bene….

In realtà, per i cinefili, non è tortura ma piacere. Il problema è vedere di seguito i film e non poter sbadigliare neanche un attimo perché, in tal caso, si viene fotografati dal buon Torres.

Che fine faranno gli scatti rubati dal messicano alla platea addormentata, in preda agli sbadigli o agli spettatori con gli occhi arrossati?

Ma è ovvio: ne fa una mostra!

Ecco la parte sadica del progetto: un attimo di defaillance e via, ti ritrovi un primo piano 4×3 stampato su pvc e appeso ai muri della Galleria Noero di Torino, a partire dal prossimo 30 ottobre. Che sballo.

Sicuramente un buon modo per farsi pubblicità e attirare l’attenzione però, dai, perché associare il cinema a momenti di noia e assopimento?

Comunque, per i curiosi, i volenterosi e gli esibizionisti, il programma è il seguente:

Ore 20:30 si aprono le danze con “Lo stato delle cose” del grandissimo Wim Wenders. Si prevede penuria di flash. Impossibile addormentarsi.

Alle ore 22:30 sarà la volta di “Il cavallo di Torino” di Bela Tarr. Per carità, tratto dalla vita di Nietzsche, ma pur sempre in lingua originale e, anche questo, in bianco e nero. Dopo la prima ora, avremo i primi 5 volti che campeggeranno in galleria.

Ma udite udite, alle 01:30 che già è un orario inarrivabile – come ci insegnano i vari festival durante i quali si fanno maratone simili – il pubblico sarà deliziato da un documentario a quattro mani, firmato da Nicolàs Pereda e Andrea Bussmann dal titolo “Historia del dos que soñaron“. In ungherese, sottotitolato in italiano, ça va sans dire. E qui, una mitragliata di flash è assicurata. Il lavoro, il messicano, se lo porta a casa e anche con ampia scelta.

Per concludere la mattanza, alle ore 3:30 è previsto “Anche i nani hanno cominciato da piccoli“, di Werner Herzog. Non si discute la bravura di Herzog, ma questa – me ne assumo la responsabilità – è una delle sue opere più inquietanti.

Forse perché si tratta della storia di un gruppo di nani, tutti rigorosamente non attori, sadici anche loro (oltre a Torres) e che trascorrono oltre 90 minuti a distruggere tutto ciò che incontrano e a ridere delle loro malefatte.

Ah, bianco e nero. Ovviamente.

Qui un piccolo estratto del film

Quindi?

bio_garciatorres_275Un’esaltante idea, quella del Messicano Torres. Se siete pronti alla maratona, andate e divertitevi. Magari portatevi un plaid e non comprate pop corn che, se sorridete, vi restano le pellicine nelle gengive. Fatevi una bella piega ai capelli e poi via, tutti al Massimo!

Magari sarà un modo per far rivivere le sale di città. Speriamo che, da tutto ciò, ne esca almeno un bell’incasso per l’esercente!

E, ovviamente appuntamento al 30 ottobre, in galleria.

 

 




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