“Tutto alla rovescia”, la nota steccata di Aldo Alatri

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Al Teatro7 di Roma le interpretazioni della cougar Roberta Garzia e di Massimiliano Vado non salvano una commedia dal testo debole e poco incisivo

Lui, lei e l’altro, ovvero il più classico dei triangoli amorosi. Solamente che l’altro, guarda un po’ il caso, è il miglior amico del fidanzato. Ma cosa non si fa per raggiungere l’equilibrio nella vita di coppia. Lo sa bene  la protagonista Sarah (Roberta Garzia): a Pietro (Massimiliano Vado) è legata da un profondo affetto, ma è con l’amico Giacomo (interpretato sempre da Vado), psicologo ed erotomane, che si accende la passione sotto le lenzuola. Tutto sembra scorrere liscio fino a quando, improvvisamente, Pietro si ritrova senza lavoro. Ed è allora che gli viene in mente un’idea bislacca ma per lui geniale e, soprattutto pratica: farsi prete e intraprendere la carriera ecclesiastica. Perché, garantisce, in seno alla Chiesa hai non solo un contratto a tempo indeterminato, ma addirittura vitto e alloggio gratuiti. E di questi tempi…

33Nel suo originale progetto vorrebbe coinvolgere anche la fidanzata spingendola a divenire monaca, peccato che l’aspirante suora abbia un problema non proprio trascurabile: è ebrea. Costretti perciò a intraprendere due strade differenti, per Sarah avrà inizio una sequela di avventure strampalate e al limite dell’assurdo che la porteranno nelle braccia di uomini sedicenti, sul lettino di uno psicologo dalle teorie tutte sue sull’amore e sulla vita, in una casa di appuntamenti e, infine, in un giro losco di affari che ruotano intorno al suicidio assistito. Pratica peraltro gestita da suo padre e dal suo ex fidanzato Pietro, divenuto nel frattempo “don”. Scampati per un soffio alla prigione grazie alla totale assunzione di responsabilità da parte del padre e all’intervento dei poteri forti, Pietro e Sarah ritrovano, insieme, la serenità di coppia: lui nel lavoro, lei di nuovo tra le braccia di Giacomo.

Questa volta non bastano le ottime interpretazioni degli attori a salvare uno spettacolo teatrale. In “Tutto alla rovescia”, pièce di un solo atto in scena al Teatro7 fino al 30 novembre, il testo risulta fiacco e poco incisivo. Un peccato, perché di spunti interessanti e provocatori l’autore Aldo Alatri ne aveva offerti, a iniziare dal “paradossale” contratto a tempo indeterminato offerto dalla Chiesa per finire alle speculazioni sul suicidio assistito in Svizzera. Alcune scene sono risultate essere troppo lunghe, altre un po’ ripetitive. A mancare sono stati, però, i tempi e ritmi che non hanno reso giustizia all’intelligente lettura, ironica e grottesca, offerta da Alatri.

La regia di Roberto Ciufoli risente del suo passato televisivo e teatrale con “La premiata ditta”. Si vede nell’impostazione dello spettacolo e nell’allestimento della scenografia dalle tonalità vivaci, favolistiche e un po’ surreali. Al centro del palco campeggia un grande diario dalla copertina rosa dalle cui pagine escono gli oggetti e gli elementi che andranno a incorniciare i vari momenti della storia. Ed è proprio attraverso le pagine di questo diario che la protagonista Sarah ci racconta la sua storia. Perché è nel diario che le donne affidano provocatoriamente le proprie confessioni.

Già apprezzatissima nella fortunata trasmissione di RaiDue “Pechino Express”, anche in questa occasione la graffiante Roberta Garzia dimostra la propria energia con un’interpretazione convincente. Massimiliano Vado, che veste i panni della quasi totalità dei personaggi in scena, esalta le sue doti di attore, dando vita sul palcoscenico a figure grottesche, stranianti e per questo comiche grazie a un lavoro attento su mimica e impostazione della voce.




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