Per non dimenticare Pina Bausch

Sweet Mambo

Per non dimenticare Pina Bausch

A Bari in scena ”Sweet mambo”, a Napoli “Café Müller” e “La sagra della primavera”

Sweet MamboPoter vedere in Italia uno spettacolo di Pina Bausch, non capita molto spesso. Se poi gli spettacoli sono tre nel giro di neanche un mese, è ancora più raro, per non dire unico. Soprattutto se si tratta di “Café Müller” o anche de “La sagra della primavera”, due delle prime creazioni realizzate negli Anni ’70 dalla coreografa tedesca scomparsa più di tre anni fa. 

Saranno due teatri del sud Italia tra la fine di giugno e luglio ad avere il privilegio di ospitare la compagnia Tanztheater Wuppertal di Pina Bausch, l’ultima volta nel nostro Paese a Milano nel febbraio 2011 con “Vollmond”. Dal 28 giugno al 1° luglio “Sweet Mambo”, una delle ultime composizioni della creatrice del teatro-danza, andrà in scena al Teatro Petruzzelli di Bari. Sarà, invece, il San Carlo di Napoli dall’11 al 14 luglio a omaggiare la Bausch con “Café Müller” e “La sagra della primavera”.

 

Con le scene di Peter Pabst e i costumi di Marion Cito, i due più stretti collaboratori degli ultimi trent’anni della Bausch, “Sweet mambo” è una delle ultime composizioni corali della coreografa. Creato nel 2008, “il pezzo” (ein Stück, come amava definirli lei) rispecchia la sua ricerca di creare relazioni tra esseri umani. Un “dolce mambo” tra i sessi, tra l’uomo che smania nel mostrare il proprio ruolo di superiorità e la donna nelle vesti di femme fatale.

Il San Carlo di Napoli ha scelto di rendere omaggio a “un’artista che ha rivoluzionato in profondità il linguaggio della danza” con le prime creazioni della Bausch. E’ il 1975 quando la coreografa sulle musiche di Igor Stravinskij trasforma in danza la sua idea della “Sagra della primavera”, con la collaborazione del compagno Rolf Borzik (scomparso nel 1980). Su un palco coperto di argilla l’ensemble composto da quindici danzatori e altrettante ballerine ricreano il rito sacrificale di un’adolescente scelta per danzare fino alla morte.

Tre anni più tardi nasce “Café Müller” sulle musiche di Henry Purcell, lo spettacolo più conosciuto della Bausch. Un “pezzo” di teatro-danza in bianco e nero, vicino alle immagini dell’espressionismo, che il regista Pedro Almodóvar scelse anche come apertura del film “Parla con lei“. Sei personaggi si incontrano e scontrano su un palcoscenico pieno di ostacoli (sedie e tavoli) esprimendo la difficoltà che hanno gli esseri umani a relazionarsi.

Giulia Bianconi
g.bianconi@araldodellospettacolo.it

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