Le “Cirque invisible” incanta l’Auditorium

Le Cirque Invisible - Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thiérrée

Le “Cirque invisible”
incanta l’Auditorium

Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thiérrée
a Roma fino al 23 dicembre

Le Cirque Invisible - Victoria Chaplin e Jean Baptiste ThiérréeLe ”Cirque invisible” creato da e con Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thiérrée come protagonisti assoluti. Fino al 23 dicembre 2012 all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Fantasia e illusionismo. Ma soprattutto poesia e surrealismo.

Il circo contemporaneo di Victoria Chaplin e Jean Baptiste Thiérrée sembra abbia persino ispirato il Cirque du Soleil. Dopo il successo dell’estate 2011 a Villa Adriana, i due artisti (coppia nel lavoro e nella vita) sono tornati a Roma con “Le cirque invisible”. Uno spettacolo poetico e visionario, che dà il nome alla compagnia, in scena fino al 23 dicembre all’Auditorium Parco della Musica.

Dopo la collaborazione nel 1971 con Georges Goubert e Jean Vilar che ha dato vita a Le cirque bonjour (un circo composto da quasi quaranta artisti con cavalli e orchestra), tre anni più tardi Chaplin e Thiérrée creano il Cirque imaginaire insieme ai figli James e Aurélia. “Il Cirque imaginaire è poi diventato il Cirque invisible” spiega Thiérrée. Un circo che, pur possedendo tutte le caratteristiche di quello classico (acrobazia, illusionismo, clowneria, equilibrismo), non ha bisogno di grandi numeri o effetti speciali per stupire il pubblico. E’ la semplicità a rendere unico lo spettacolo. Ecco che allora basta una valigia colorata, dalla quale può saltar fuori di tutto, per creare un momento di magia. O delle bolle di sapone che scoppiate con un martello risuonano come campanellini.

Mentre Thiérrée, più chiassoso, gioca prevalentemente sulla comicità e sulla creazione di buffi personaggi, la Chaplin, più melanconica, riesce a essere più lirica. Danza tra gli ombrelli cinesi, volteggia nascosta tra variopinti tessuti su è giù per il palco, gira in sella a una grande bicicletta, si trasforma in strane figure e cammina sulla fune. In questo circo non mancano i colori. Ma anche la musica è caratterizzante. Lei riesce a creare una melodia sfiorando bicchieri e oggetti da cucina. Anche i campanelli delle biciclette si possono trasformare in strumenti musicali, mentre il suono di tastiere a fiato richiama sul palco un piccolo stormo di papere.

La volontà del duo artistico, nel corso di oltre quarant’anni di collaborazione e la creazione di tre spettacoli, è stato quello di creare “un circo diverso, innovatore da tutti punti di vista, fantasmagorico, rinnovato nella musica, nei costumi, nello spirito” racconta Thiérrée. Un “cirque nouveau” fatto di magia che è stato trasmesso al figlio James, ospite a Villa Adriana nell’estate 2008 con “Au revoir parapluie” che è stato in grado di conquistare alla pari dei genitori il pubblico romano.

 

Giulia Bianconi
g.bianconi@araldodellospettacolo.it

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