Il grande ritorno di Akram Khan

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Il ballerino sarà al Festival Equilibrio il 18 e 19 febbraio

Akram Hossain Khan, più noto come Akram Khan, torna al Festival Equilibrio il 18 e il 19 febbraio presso l’Auditorium Parco della Musica.

Il giovane ballerino e coreografo anglo bengalese, che con la sua danza “teatrale” ha modificato il panorama della danza contemporanea internazionale, porta in scena il suo ultimo capolavoro in questa decima edizione di “Equilibrio”, Festival della Nuova Danza (1-23 febbraio) diretto anche quest’anno da Sidi Larbi Cherkaoui.

Si intitola iTMOI (in the mind of Igor) l’omaggio di Akram Khan alla centenaria Sagra della Primavera di Igor Stravinskij: composizione che con la sua grande forza innovatrice trasformò per sempre la storia della musica e del balletto del secolo scorso. Stessa forza innovatrice appartiene ad un artista cosmopolita come Akram Khan, sfuggente a qualsiasi tipo di barriera etnica, tanto da accostare la cultura religiosa dell’Oriente alle dinamiche della fisicità occidentali.

Era stato il Sadler’s Wells di Londra, città adottiva dell’artista, a proporgli di celebrare a suo modo l’anniversario de La Sagra della Primanvera, presentata per la prima volta al Théâtre des Champes-Élysées nel maggio 1913.

Esattamente come Stravinskij cent’anni fa, oggi anche il coreografo che ha curato le coreografie di celebri artisti del calibro di Kylie Minogue e Sylvie Guillem, cerca di rompere i canoni, andando a demolire i vecchi modelli della danza.

“Perché – spiega Akram Khan – ogni ricordo-prototipo di rigore è una piccola morte”. Ancora una nuova sfida per l’artista che propone nuove immagini e movimenti inesplorati, supportato da tre compositori: Nitin Sawhney, Jocelyn Pook e Ben Frost. Così come ne La sagra della primavera il caos e l’imprevedibilità animavano l’universo, nell’ iTMOI lo stesso caos e la stessa imprevedibilità animano una creazione che è il risultato di intrecci di sapere. È il risultato della tradizione della danza del Bangladesh, radicata nelle radici famigliari dell’artista, che sposa il moderno linguaggio della break-dance acquisito in seguito alla sua definitiva naturalizzazione londinese.

La sagra della primavera si distingue per il rigore della sua composizione, per la dissonanza, gli accenti enfatici e, quindi, l’impatto intenso che ha sul pubblico. iTMOI cerca di andare oltre la reazione immediata alla partitura e alla sua storia e, in questo senso, si pone una sfida. Nella mente di Igor c’è il movimento: un movimento fatto di emozioni, di vita. E non ci si aspetta altro che vedere in che modo il coreografo farà muovere corpi, suoni, colori ed emozioni.

 Maria Enrica Rubino

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