Zingaretti: “Il documentario come momento di riflessione”

PesaroDocFest_Luca Zingaretti

Al via il Pesaro Doc Fest: fino al 26 giugno proiezioni, letture e incontri al festival diretto dall’attore romano

PESARO “Cerchiamo di far conoscere il documentario a più persone possibile. Perché in una vita così frenetica, questo genere è in grado di farci riflettere su tematiche importanti. E’ una grande speranza per il futuro”. Con queste parole Luca Zingaretti ha aperto oggi pomeriggio nel cinema Teatro Sperimentale il Pesaro Doc Fest.

Ormai da dieci anni l’attore romano porta avanti il suo Festival di documentari sociali e di costume – anche se “con fatica” confessa – grazie all’associazione Hai visto mai?, da lui ideata proprio per promuovere il genere. La manifestazione per il secondo anno consecutivo torna nella città marchigiana, dove nel 2015 aveva avuto un’ottima accoglienza, con il contributo del Comune di Pesaro e BCC Gradara, il patrocinio del SNGCI e la collaborazione di Luiss e Istituto Luce.

Nel corso della tre-giorni, che si concluderà domenica 26 giugno tra incontri, letture e dibattiti a piazza del Popolo e al Cinema Teatro Sperimentale, ci sarà spazio per presentare nove documentari divisi in due sezioni: PesaroDocFest in concorso (con una giuria composta dal vicedirettore de L’Espresso Marco Damilano, gli attori Vinicio Marchioni e Valeria Milillo e il giornalista e regista Marco Spagnoli) e Giovani Documentaristi per gli under 26.

Ai primi tre documentari proiettati oggi pomeriggio - 88 giorni nelle farm australiane di Matteo Maffesanti, Masoumeh di Sona Moghaddam Matongé di Amadej Petan - ne seguiranno altri sei: The Lives of  Mecca di Stefano EtterLa nef des Fous di Alexandre DegardinNon voltarti indietro di Francesco Del Grosso (in programma domani a partire dalle 17), Berber Tajine di Francesco AgostiniGoodbye darling, I’m off to fight di Simone ManettiAlmost Friends di Nitzan Ofir (domenica dalle 16.30). Pellicole che trattano temi come il femminicidio, i cambiamenti di vita, gli errori giudiziari e le riflessioni filosofiche.

La manifestazione si è aperta ieri sera con un’anteprima (per pochi intimi) a Rive di Focara, sul Colle San Bartolo, con un reading di Zingaretti, scritto da Giuseppe Cesaro, dal titolo Stronzate. Un testo su terrorismo e immigrazione (temi ai quali è stato dedicato quest’anno il festival) letto dall’attore mentre alle sue spalle il sole tramontava nel mare. Un’occasione pubblica che per un attimo si è trasformata anche in ricorrenza privata, quando Zingaretti ha ricordato i quattro anni di matrimonio con la moglie, l’attrice Luisa Ranieri, presente tra il pubblico.

Giornalista professionista, laureata in Dams-spettacolo con una tesi su Pina Bausch, scrivo di cinema sulle pagine del Quotidiano Il Tempo. Vedo molti film (anche troppi) e serie tv. Romana, da sempre pronta per vivere a Berlino.

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