“X+Y”: la matematica non è un’opinione

locandina x+y

Le Olimpiadi della Matematica secondo Morgan Matthews

Nathan Ellis (Asa Butterfield) è un bambino autistico: ha difficoltà a socializzare con le persone, una serie di manie ossessivo-compulsive e un pessimo rapporto con la madre Julie (Sally Hawkins) da quando ha perso il papà in un incidente. Ma è un genio dei numeri e ben presto il Professor Humphreys (Rafe Spall) lo prende sotto la sua ala protettrice e lo prepara per l’ammissione alle Olimpiadi della Matematica.

Inizia per il giovane Nathan un percorso di crescita tra le meraviglie dei calcoli e della geometria, le difficoltà adolescenziali e la consapevolezza dei sentimenti che scaturiscono quando meno te lo aspetti.

Tra flashback del suo passato di bambino insieme al papà che lo amava, lo seguiva e assecondava la sua intelligenza e i suoi difetti, e un presente fatto di timidezza patologica, difficoltà ad inserirsi nella squadra e l’amicizia speciale con una ragazza cinese, il film alterna momenti di grande intensità emotiva ad altri più leggeri in cui i battibecchi tra compagni e professori smorzano il tema di fondo, ovvero quello dell’accettazione di sé, della propria diversità e del proprio passato, della lotta e della voglia di migliorarsi.

Presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, nella sezione Alice nella città, X+Y offre vari e interessanti spunti di riflessione: ed è una storia che mostra, ancora una volta, le ottime capacità attoriali di Asa Butterfield, Rafe Spall e Sally Hawkins. Problematico il primo, malato e rancoroso il secondo, rassegnata la terza. Ognuno con le sue debolezze e il desiderio di dare una sferzata alla propria vita.

Il film di Morgan Matthews è una sorta di A beautiful mind per ragazzi: non a caso il regista aveva già diretto, nel 2007, Beautiful Young Minds, un documentario sulle Olimpiadi Internazionali di Matematica. Inutile dire che, per i non addetti, le formule pronunciate da Nathan sono a dir poco incomprensibili. Ma danno l’idea di un mondo fatto di precisione e intelligenza, di passione e concentrazione.

X+Y parla di tante cose: di bullismo nei confronti dei ragazzi più intelligenti, della diversità e della difficoltà di accettarla; mostra l’Inghilterra uggiosa e la frenesia colorata di Taiwan.

Il cerchio si chiude intorno al protagonista: un bambino che subisce un trauma e lo porta con sé fino all’adolescenza. Un ragazzo che viene considerato strano, silenzioso, intelligente, timoroso. Un giovane che è impossibile non adorare fin dalle prime battute.

Coraggioso, catartico, emozionante. Davvero un bel film.

 




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