Into the Woods: la magia delle fiabe è al cinema

Into the Woods (2014)

Le fiabe e il nostro inconscio nel musical targato Disney

Il musical di Broadway omonimo ha avuto così tante repliche che Hollywood, ed in special modo la Disney, ne hanno voluto e dovuto trarre un film musicale, chiamando un esperto di genere come Rob Marshall alla regia. Il risultato è divertente ed esaltante in alcuni momenti, con tratti horror nelle scene magiche con la strega, magistralmente, al solito, interpretata da Meryl Streep e velatamente ironici con tendenze gaie nel duetto maschile dei due principi che, parlando rispettivamente del dolore nel non poter amare la donna che agognano, inscenano una competizione canora ai bordi di una cascata.

LUPOInto the Woods richiama quattro storie famose della letteratura ottocentesca mitteleuropea dedicata all’infanzia. L’ispirazione principale dai fratelli Grimm guarda le vicende di Raperonzolo, Cappuccetto Rosso, Jack e il fagiolo magico e Cenerentola appena prima della svolta positiva nella loro vita, ma anche e soprattutto appena dopo il “e vissero felici e contenti”, ma non troppo felici e neppure tanto contenti. Cosa succede dopo la fine di ogni fiaba? Questo agile e avventuroso musical esplora questo lato oscuro delle fiabe.

Il trait d’union di tutta la storia è il desiderio forte di una coppia di fornai di avere un figlio, ma la maledizione della “strega della porta accanto” fatta anni prima al padre dell’uomo, ne impedisce il concepimento a meno che non le si porti entro tre lune, di cui l’ultima sarà blu, una scarpetta d’oro, una treccia di capelli color del grano, una mantello rosso e una mucca bianca come il latte.

Il coraggio e la determinazione spingono i due sposi a cercare questi oggetti nella foresta incantata al di fuori del villaggio. Contemporaneamente Jack deve vendere la mucca al villaggio, Cenerentola deve trovare un abito elegante per andare al ballo del principe, Cappuccetto Rosso si deve recare dalla nonna malata nel cuore del bosco e Raperonzolo aspetta che qualcuno la salvi dalla torre dove è rinchiusa srotolando, ad ogni richiamo, la sua treccia bionda. Tutti i personaggi si incontrano tra le oscure frasche del fitto bosco, magico e pericoloso.

STREGAI canti e i balli ornano le storie con garbo ed ironia, svelando un po’ alla volta gli intrecci tra i personaggi che aspirano tutti ad una condizione migliore per non dover preoccuparsi di un futuro incerto. Cappuccetto Rosso incontra il laido e infido lupo Johnny Depp che si mangia lei e la nonna, Raperonzolo attende ogni notte il principe azzurro alle spalle della tenebrosa madre/strega che la tiene segregata per non farle sperimentare il male del mondo, “leggi non lasciarla partire per rimanere sola come un cane”, Cenerentola, contro il volere delle sorellastre, arriva al ballo ma fugge ogni volta che il principe vorrebbe conoscerla, infine Jack, un po’ tonto bisogna dire, che vende la sua mucca per cinque fagioli magici, svolta negativa nella seconda parte del film. I due fornai li cercano, arrivando ad aiutarli tutti, ottenendo in dono gli oggetti per la strega.

Quando, con difficoltà, la missione è compiuta arriva un demonio dai cieli, un gigante dalla pianta di fagiolo di Jack, che reclama vendetta per il figlio morto. Tutti i personaggi si alleano, non sono più nella loro bella fiaba a lieto fine, sono cresciuti, devono affrontare la vita come adulti, le loro paure, le loro incoerenze per uscire dal bosco che li ha nascosti al mondo.

Ecco, il punto di forza del film, oltre ad armonizzare quattro storie tra loro con ritmo, senza prendersi troppo sul serio, è il saper raccontare la crescita morale e interiore di personaggi che abbiamo sempre conosciuto come infantili ed efebi, per sempre rinchiusi nell’età puberale dove la gioia e il canto sono il miglior accompagnamento ad una vita non vissuta a pieno.

L’emergere, il farsi notare, l’entrare nel mondo degli adulti spaventa ed ecco che i mostri sorgono dall’ombra. La donna viene insidiata dall’uomo maturo, il ragazzo ingenuo è ingannato da chi è più esperto di lui come succede a Pinocchio con il Gatto e la Volpe, la ragazza nella torre, tenuta chiusa a chiave dalla madre possessiva e invidiosa della sua bellezza, viene colta da un valoroso principe che ne riconosce la maturità e la verginità, mentre la sguattera, quella che nessuno ha mai guardato, sale la scala sociale mostrando a tutti il suo valore.

FORNAIIl mondo delle fiabe, come direbbe Bruno Bettelheim, è il nostro inconscio, è la nostra fanciullezza, è il nostro nido prima di spiccare il volo nella realtà, quando possiamo ancora nasconderci sotto le ali dei nostri genitori che prima ci appaiono semi dei, poi con la libertà ormonale dei sensi iniziamo ad odiare perché scopriamo che sono essere umani normali, infine, dopo averli lasciati e in qualche modo traditi, ci rendiamo conto che hanno fatto il possibile per noi e che, in fondo, hanno sempre avuto debolezze come chiunque altro. Il bosco, l’oscurità è quel lato della nostra anima che abbiamo tutti dentro e che in qualche modo dobbiamo distruggere, annullare, come fa il gigante nella parte finale del film, scoprendo la luce del sole, della ragione, della coscienza di sé, un passo assai più complicato che ci può far vacillare come un terremoto.

Per approfondire e divertirsi non resta che andare al cinema e godersi le performance degli attori, tutti bravi, le belle musiche e la messa in scena quasi sempre sfolgorante di originalità e inventiva. Un buon musical, che probabilmente a teatro rende ancor meglio la dimensione fiabesca, dovendo sopperire con l’immaginazione agli effetti speciali del cinema. Per chi piace ovviamente!

Into the Woods

di Rob Marshall

con Meryl Streep, Christine Baranski, Tammy Blanchard, James Corden, Also David Garrison, Anna Kendrick, Donna Murphy, Johnny Depp, Chris Pine, Emily Blunt.

Genere: fantastico, musical

durata: 125′

Produzione: USA 2014

voto 3/5

Ramsis D. Bentivoglio

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