Wild: avventura e rinascita

Wild (2014)

Il regista di Dallas Buyers Club dirige un nuovo lungometraggio di rinascita

La “rinascita” sembra essere una tematica molto cara a Jean-Marc Vallée che, dopo la grande prova di Dallas Buyers Club, la racconta nel suo nuovo lungometraggio di finzione basato sul libro di memorie scritto da Cheryl Strayed “Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita”. L’avventura è quella di una donna che, per salvarsi da se stessa e dal dolore che ha costellato il suo passato, decide di affrontare il Pacific Crest Trail a piedi in un viaggio di solitudine, rimpianti, ricordi e libertà lungo 1600 km.

Se nel suo precedente lungometraggio Vallée aveva fatto coincidere la rinascita con un percorso verso la morte, in questo adattamento “on the road” il concetto coincide con il suo contrario. Ovvero con la sopravvivenza. Una potente Reese Witherspoon interpreta Cheryl e cerca di riproporre le emozioni del suo alter ego aiutata anche da una sceneggiatura scritta da Nick Hornby, ma che molto poco sembra avere della frizzante penna dello scrittore britannico, questa volta visibilmente alla mercé di hollywoodiani stereotipi narrativi.

Per quanto Wild sembri che voglia essere, a prima vista, una sorta di Into The Wild al femminile, quello che manca al lungometraggio di Vallée è l’intenzione di voler esplorare l’America attraversata dalla “sua” eroina per soffermarsi soprattutto sul cammino interiore di Cheryl lasciando il paesaggio che la circonda come mero, e inutile, corollario di un percorso. Wild è un film senza anima che poco sfrutta le magnifiche scenografie naturali a disposizione e si perde in una narrazione banale fatta di incontri, pericoli e scontri che sono alternati a flashback strappalacrime.

La vera Cheryl, che a onor del vero la Witherspoon interpreta in maniera magnifica, è una donna che a soli 24 anni si sentiva alla fine della sua vita a causa delle continue perdite (padre, madre, marito). Il suo è un corpo martoriato dall’eroina e sfruttato alla ricerca dell’ultima emozione attraverso promiscuo sesso occasionale scaccia pensieri. Cheryl è una donna che aveva perso tutto e ha ritrovato se stessa ricominciando da zero, imparando il mondo nei boschi in un lungo cammino lungo 3 stati e durato più di due mesi. Di questa storia, quasi epica, e forte di una crasi uomo/natura imponente e catartica, in Wild non c’è molto se non qualche sparuto panorama più funzionale alla fotografia del lungometraggio che al racconto.

Sandra Martone

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