Un viaggio nello spazio

Gravity, interstellar, the martian

Il consiglio di Valeria e Federica di Film Italia

Cari lettori,
qualche giorno fa sono state annunciate le nominations degli Oscar 2016 e fra i film più nominati spicca “Sopravvissuto - The Martian” di Ridley Scott, candidato per sei Academy Awards, fra cui miglior film e miglior attore protagonista a Matt Damon. Questa settimana andremo alla scoperta dello spazio proponendovi tre film di fantascienza usciti negli ultimi anni: Gravity – Interstellar e il sopraccitato The Martian.

1) Il primo film è “Gravity” di Alfonso Cuarón, approdato al cinema nel 2013. La dottoressa Ryan Stone (Sandra Bullock) è un ingegnere biomedico alla sua prima esperienza nello spazio, mentre l’astronauta Matt Kovalsky (George Clooney) è alla sua ultima missione spaziale. Durante  una passeggiata all’esterno dello Shuttle per dei lavori di manutenzione, il controllo missione di Houston avverte l’equipaggio dell’arrivo di una tempesta di detriti. La missione viene repentinamente bloccata, ma sfortunatamente la stazione viene distrutta e l’intero equipaggio ucciso, lasciando soli Stone e Kovalsky alla deriva nello spazio e senza comunicazioni con la terra.

Gravity è un film di 90 minuti in cui si concentra un’esperienza visiva e catartica davvero intensa ed emozionante. Il viaggio di ritorno che dovrà affrontare la dottoressa Stone, infatti, si traduce in un ritorno alla Vita, la vita di una madre ormai alla deriva che non riesce ad elaborare il lutto della morte della propria figlia, e che grazie a questa avventura senza eguali riuscirà a riappropiarsi della propria esistenza. Il regista premio Oscar Alfonso Cuarón ha creato un capolavoro grazie alla magistrale interpretazione di Sandra Bullock (che si è misurata in un ruolo difficile per il quale ha dovuto a imparare a fluttuare con la gravità terrestre), ma anche ad Emmanuel Lubezki, direttore della fotografia, che ci ha regalato l’opportunità di viaggiare nello spazio, e a Steven Price che ha composto una colonna sonora da brividi.

2) Il secondo film è “Interstellar” di Christopher Nolan, uscito al cinema nel 2014. La pellicola è ambientata in un futuro distopico in cui una piaga sta uccidendo i raccolti della Terra, cosicché l’umanità impiega ogni risorsa nell’agricoltura. La scienza è ormai dimenticata ma l’ex astronauta Cooper (Matthew McConaughey), costretto a diventare agricoltore, scopre grazie all’intuito della figlia Murph che la NASA è ancora attiva in gran segreto e che il pianeta Terra non si salverà. L’unica soluzione possibile è unviaggio interstellare attraverso un wormhole (un cunicolo spazio-temporale comparso vicino Saturno) in grado di condurli in altre galassie dove tre diverse missioni sono partite anni fa. L’obiettivo della spedizione è scoprire se è stato trovato un pianeta abitabile per trasferirvi l’umanità. Andare e tornare è l’unica modo che Cooper ha per dare un futuro ai propri figli.

“Interstellar”, pur con le sue imperfezioni, è un delirio visivo ed emotivo, un sogno infantile che racchiude l’universo oltre una libreria. Il film riesce a suscitare negli spettatori meraviglia, desiderio e stupore e ci fa riscoprire l’audacia di Nolan, che non ha paura di girare una pellicola di quasi tre ore, complessa da seguire e che oltrepassa i limiti della scienza. Al contrario del visionario regista, l’umanità del futuro ha smesso di osare ed è sopraffatta da un senso di sconfitta. A risvegliare l’uomo è Cooper, che ricorda che “un tempo per la meraviglia alzavamo al cielo lo sguardo sentendoci parte del firmamento; ora, invece, lo abbassiamo preoccupati di far parte del mare di fango.” Il protagonista varca questa soglia sfidando diversi limiti quali il tempo; il tempo degli astronauti, infatti, non è quello sulla Terra: a causa della relatività, ogni ora in un’altra galassia corrisponde a sette anni sulla terra. Il viaggio di Cooper è così una straziante corsa contro lo scorrere dei secondi ma anche una straordinaria avventura, durante la quale scopre che l’amore è l’unica cosa che trascende il tempo e lo spazio.

3) Alla fine siamo giunti a “The Martian”, uscito ad ottobre scorso, diretto da Ridley Scott e tratto dall’omonimo romanzo di Andy Weir. Durante una missione su Marte, l’astronauta Mark Watney (Matt Damon) viene considerato morto dopo una forte tempesta e per questo abbandonato dal suo equipaggio. Ma Watney è sopravvissuto e ora si ritrova solo sul pianeta ostile. Con scarse provviste, Watney deve attingere al suo ingegno, alla sua arguzia e al suo spirito di sopravvivenza per trovare un modo per segnalare alla Terra che è vivo. A milioni di chilometri di distanza, la NASA e un team di scienziati internazionali lavorano instancabilmente per cercare di portare “il marziano” a casa, mentre i suoi compagni cercano di tracciare un’audace, se non impossibile, missione di salvataggio.

A differenza delle altre due pellicole, la NASA ha elogiato la dedizione dalla produzione nell’accuratezza del film e non ha escluso la possibilità che in futuro possa esserci una spedizione con equipaggio su Marte. Il punto di forza della pellicola, inoltre, è il fatto che sia sorprendentemente divertente e brillante pur trattandosi di una storia di sopravvivenza; non mancano però i momenti drammatici, in cui viene rimarcata l’assoluta solitudine di questo moderno Robinson Crusoe, che lotta con tutte le forze contro la più semplice scelta di arrendersi.

Valeria e Federica

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