La sorpresa di Anna Foglietta

af

In D.N.A. l’attrice interpreta tre ruoli. E rivela che il suo preferito è quello della trans Jessicah

La consorte prima persecutrice e poi assatanata di sesso del nerd Ezechiele/Greg, la libraia timida che si infatua del rozzo e ignorante Nando/Lillo ma poi si innamora di Ezechiele, la prostituta trans che dà sesso e conforto a Lillo. In ‘D.N.A. (Decisamente non adatti)’ primo film da registi della coppia Lillo e Greg da domani on demand in streaming, Anna Foglietta entra ed esce da tre personaggi che più diversi tra loro non potrebbero essere.

“Non è stato così semplice. Lungo lavoro su trucco e capelli a parte, c’era il rischio di dare vita a tre macchiette – ha raccontato l’attrice nella conferenza stampa online su Zoom party – non volevamo delle maschere ma tre veri personaggi”. Tra la libraia Elena, la moglie Renata e la trans Jessicah, se la seconda è quella che l’ha divertita di più, quella che le è rimasta più dentro è la terza. ”Mi piacerebbe interpretarla ancora, magari in uno spin off, mi è piaciuto il suo lato umano. – ha spiegato – E’ vero che tanti uomini vanno da loro per cercare soprattutto calore umano, me lo hanno confermato le vicine di camerino, trans vere che si divertivano un sacco”.

La sorpresa di Anna Foglietta: in D.N.A. interpreta tre ruoli. E rivela che il suo preferito è quello della trans Jessicah

Sulle ricadute dell’emergenza coronavirus sul settore del cinema l’attrice ha detto di non ritenere “che sia né semplice né giusto dire torniamo sul set di corsa, prima bisogna avere chiarezza sullo scenario ma, detto questo, è assurdo farci sparire dall’agenda governativa: il mondo dello spettacolo è un’azienda che fa girare tanti soldi, creiamo anche parecchio indotto. La mia preoccupazione adesso va soprattutto alle maestranze che sopravvivono con la giornata sul set, in questo momento sono degli invisibili a cui dobbiamo dare la nostra voce”. Quanto al tema della commedia, lo scambio di Dna e quindi di aspetti caratteriali, Foglietta ha detto di essersi scoperta inaspettatamente paziente in questa fase di confinamento, ma di avere una gran voglia “di recuperare la mia impazienza dei tempi normali”. E se potesse avere il Dna di qualcun altro sognerebbe quello di Gandhi, “per fare una rivoluzione pacifica e silenziosa”.

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