Uomini e topi: il teatro di Broadway al cinema

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Solo per martedì 3 marzo arriva nelle sale italiane l’opera del Premio Nobel John Steinbeck

Ritorna l’appuntamento con il National Theatre: dopo Skylight, Nexo Digital propone Uomini e topi (Of Mice and Men) rigorosamente live.

L’opera dello scrittore americano è un piccolo grande capolavoro dell’America del Novecento, pubblicata nel 1937 e ad ora la sua opera più venduta nel mondo. In Italia piacque a Cesare Pavese che la tradusse per Bompiani l’anno successivo. Ispirato ad un episodio realmente accaduto in una fattoria della California nel 1920, Steinbeck trae il titolo del suo sesto romanzo da un verso del poeta scozzese Robert Burns. Diverse sono state nel corso degli anni, le trasposizioni teatrali (a Broadway) e quelle cinematografiche (nel 1939 per la regia di Lewis Milestone e nel 1992 per la regia di Gary Sinise nel ruolo di George Milton e John Malkovich in quello di Lennie Small).

Qui, la regista Anna D. Shapiro coglie l’essenza delle pagine di Steinbeck, mostrando lo spirito americano dopo la Grande Depressione del 1930 e portando alla luce un lato sconosciuto di quel periodo. L’attore e comico irlandese Chris O’Dowd, noto per aver recitato in commedie come Le amiche della sposa, Friend with Kids, riveste i panni del bracciante Lennie, affetto da un ritardo mentale, ma dotato di un’enorme forza fisica, che lo porta involontariamente a mettersi nel guai e ad uccidere topi e cagnolini che ama accarezzare perchè “morbidi”. James Franco è George, il compagno di viaggi e “tutore” di Lennie. I due uomini dopo essere stati costretti ad abbandonare il lavoro per il carattere irruento di Lennie, prendono servizio presso una fattoria all’interno della quale ruotano persone e personaggi “soli” alla disperata ricerca di “qualcuno con cui parlare”. I guai non tarderanno ad arrivare quando Curley, il figlio del padrone della fattoria, prenderà di mira il possente, ma docile Lennie.

Uomini e topi è un potente ritratto della straziante amicizia che lega George e Lennie, dove l’uno completa l’altro, al punto da far infuriare Lennie al solo sentire che George possa non tornare da lui. I due uomini vivono sulla propria pelle un destino sfortunato, che per certi versi George presagisce, ma che non ha (forse) avuto ancora il coraggio di ammettere a se stesso. Il sogno di mettere da parte sufficienti soldi per potersi comprare un pezzo di terra e una casa tutta loro potrà mai avverarsi? Perché è questo il progetto che dà senso al trascorrere dei loro giorni, questo che Lennie vuole sentirsi dolcemente raccontare dal suo amico, sempre, nonostante ne conosca il racconto parola per parola. E George con un guizzo di speranza negli occhi, trasporta il sognante Lennie in un paradiso fatto di  galline, cani e sopratutto conigli.

O’Dowd si cala magnificamente nel ruolo dell’impacciato “orso” Lennie, cosi come James Franco, dà prova di una recitazione impeccabile, ai limiti dell’espressività facciale, gestuale e vocale. L’attore, regista e sceneggiatore di Palo Alto ha dichiarato: “è la mia prima volta a Broadway, ma me ne sono innamorato. Quando i miei colleghi del mondo del cinema mi chiedono come riesca a farlo e rifarlo tutte le sere, io rispondo che le repliche hanno sempre una nuova energia grazie al pubblico che hai davanti. E’ come se ci fosse una nuova elettricità ogni sera. In un certo senso è più emozionante che fare un film”.

 

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