Un capolavoro chiamato Django Unchained

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Due Golden Globes e 5 nominations per il film di Tarantino, in sala dal 17 gennaio

Un cast stellare, polemiche al vetriolo con Spike Lee, nomination agli Oscar, Golden Globes e un’attesa febbrile. Non poteva sbagliarlo, questo colpo. E non l’ha fatto. Quentin Tarantino firma un capolavoro: Django Unchained.

Arriva il 17 gennaio nelle sale italiane l’attesissimo film di Quentin Tarantino: Django Unchained. Omaggio al grande Django di Sergio Corbucci, uscito nel lontano 1966.

Tarantino, feticista del western all’italiana, si è – e ci ha – regalato il “suo” western. Non dimenticando i grandi che fecero il genere, tanto da inserire nel cast del suo nuovo film anche Franco Nero, protagonista della pellicola originale.

La trama cambia parecchio rispetto al film di Corbucci poiché il protagonista, Django Unchained (Jamie Foxx) è uno schiavo di colore che viene comprato da un dentista tedesco, il dottor King Schultz (Cristoph Waltz), che ha deciso di cambiare la propria vita radicalmente, diventando un cacciatore di taglie.

Schultz sa che Django è la persona giusta per catturare i lestofanti ricercati e così gli insegna tutti i trucchi del mestiere. Il Dottore  promette al suo allievo che gli ridarà la libertà in cambio della sua partecipazione alla cattura dei criminali. Tra i due si viene a creare un rapporto intenso. Sono una vera squadra, nella quale si aiutano, coprono e spalleggiano.

Tanto che Django chiede a King di aiutarlo a rintracciare e liberare sua moglie, la bellissima Broomhilda (Kerry Washington), schiava, a Candyland, nella dimora del temutissimo Calvin Candie (Leonardo Di Caprio) e del suo assistente Stephen (Samuel Lee Jackson).

Sangue, sabbia, spari, primissimi piani e frasi ad effetto. La ricetta Tarantino è riuscita perfettamente, e non era facile stavolta.

Il film infatti ha una durata di 165 minuti ma non si nota mai un momento di lentezza o una scena superflua.

Django UnchainedCostumi, luci, movimenti. Tutto quadra e si incastra fluidamente, inevitabilmente.

Il cast, pazzesco non solo per i nomi, dà prove di  altissimo livello. Non è un caso infatti che Christoph Waltz si sia conquistato un Golden Globe come miglior attore non protagonista e la nomination agli Oscar nella stessa categoria. Anche questi grandi divi di Hollywood hanno fatto squadra.

Il capitano è stato indubbiamente Waltz che, mentre ritirava il suo Golden Globe – commosso – ha ringraziato Tarantino con parole toccanti: “Quentin, you know that my indebtedness to you and my gratitude knows no words” (Quentin, sai che il mio debito verso di te e la mia gratitudine non conoscono parole).

Nonché lo stesso Tarantino ha ritirato il suo Golden Globe per la miglior sceneggiatura originale e ha incassato quattro nomination agli Oscar per miglior film, miglior montaggio sonoro, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia. (Clicca qui per Tutte le nomination agli Oscar e Tutti i premi Golden Globe).

Come al solito, Quentin Tarantino ha dato enorme importanza alla colonna sonora, nella quale troviamo un brano scritto da Ennio Morricone e cantato da Elisa “Ancora qui” e un altro prodotto dall’attore e protagonista della pellicola, Jamie Foxx, dal titolo “Who did that to you?”, cantata da John Legend.

Quando ci sono questi film in sala, è una gioia andare al cinema.

Francesca Romana Massaro
fr.massaro@araldodellospettacolo.it

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