“Trash”, il Brasile secondo Stephen Daldry

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Roma FF9, Martin Sheen e Rooney Mara combattono la corruzione

Due ragazzini che abitano in una favela di Rio. Un portafogli. Una lettera. Quando Rafael e Grado rovistano nella discarica vicino alle loro case e trovano un portafogli con una cospicua somma di denaro, la vita sembra sorridergli. Ma in seguito un poliziotto si mette alla ricerca spietata di esso e i due capiscono che oltre ai soldi c’è di più. Una chiavetta, ad esempio.

Inizia così l’avventura di due quattordicenni brasiliani, cui se ne aggiunge ben presto un terzo chiamato Rato perché vive nelle fogne, che sopravvivono in condizioni disumane e si ritrovano a combattere con la polizia corrotta e violenta, in una lotta contro il tempo per incastrare un losco personaggio politico che da mesi incassa tangenti milionarie e mira alla poltrona di sindaco.

trash-1Il regista di Billy Elliot e The Hours torna dietro la macchina da presa e confeziona un film emozionante sotto tanti punti di vista. Trash esplora infatti tanti temi e svela alcuni tra gli aspetti più inquietanti e devastanti di un paese meraviglioso quale è il Brasile. Nel 2014 il divario tra ricchi e poveri è sempre più incolmabile, la polizia è corrotta e la violenza è all’ordine del giorno. Roba da far pensare che qui in Italia, tutto sommato, non si sta poi tanto male.

Scherzi a parte, in un panorama fatto di sporcizia e miseria, i giovani protagonisti conservano la speranza e la gioia di vivere e mostrano di avere un concetto di giustizia ben più alto di quello di certi politici e tutori della legge. E di questi poveri ma carismatici ragazzi, la storia mette in evidenza il coraggio, la tenacia, la fede, il senso di giustizia e, ammettiamolo, il fatto che non hanno nulla da perdere, che li rende ancor più intraprendenti.

Il Brasile fa da sfondo a una vicenda che il regista Stephen Daldry, candidato più volte all’Oscar, e lo sceneggiatore Richard Curtis – ben noto per commedie di successo quali Quattro matrimoni e un funerale, Il diario di Bridget Jones e Notthing Hill – hanno sublimato attraverso una sceneggiatura minuziosa e attenta e una regia coinvolgente e quasi catartica.

Coadiuvato da una fotografia che fa abile ricorso al chiaro scuro e ai giochi di luce e ombra per intensificare di volta in volta i personaggi, e ad un ritmo decisamente incalzante, Trash è sì inverosimile per alcuni aspetti, ma intrattiene fino alla fine descrivendo con cura ogni protagonista e facendolo amare – ci riferiamo ai “buoni” ovviamente – fin dalla prima inquadratura.

Ottima scelta Martin Sheen nei panni di padre Julliard e Rooney Mara in quelli della sua assistente e volontaria Olivia. Anime disincantate che continuano ad aiutare chiunque tra fango, caldo e sporcizia. Con mezzi inesistenti. Ma i miracoli, si sa, accadono quando meno te l’aspetti. E Trash è proprio una favola contemporanea, il racconto di un miracolo che investe la comunità della discarica. Il lieto fine tanto atteso arriva e porta con sé un filo di speranza.

Se avete amato Traffic e The Millionaire, non potrete non amare anche Trash. Storia di giovanissimi, di coraggio e amicizia, presentata al Festival internazionale del Film di Roma.




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