Trascendence, quando l’uomo si fa Intelligenza Artificiale

transcendence

Fiacco sci-fi romantico

Giovedì 17 aprile arriverà nelle sale italiane il tanto atteso Trascendence, sc-fi che segna il debutto alla regia di Wally Pfister, fidato direttore della fotografia fin dai tempi di Memento dei film di di Christopher Nolan (quin in veste di produttore) con protagonista Johnny Depp affiancato da Rebecca Hall, Paul Bettany, Cillian Murphy e Morgan Freeman. Pfister che lascia la direzione della fotografia al collega Jess Hall, porta sul grande schermo una sceneggiatura di Jack Paglen.

Morgan-Freeman-Cillian-Murphy-Johnny-Depp-and-Rebecca-Hall-in-Transcendence-2014-Movie-Image_zps31900e45Il Dr. Will Caster è il più importante ricercatore nel settore dell’intelligenza artificiale ed impegnato nella creazione di una macchina senziente in grado di racchiudere tutta la conoscenza e l’intelligenza collettiva con le emozioni umane. I suoi esperimenti oltre a renderlo una celebrità all’interno della comunità scientifica lo hanno fatto divenire il principale bersaglio di un gruppo di estremisti anti-tecnologia. Nel tentativo di fermare gli esperimenti del Dr. Caster gli estremisti saranno la causa principale che permetterà al dottore di portare a termine il suo lavoro, grazie all’aiuto della moglie Evelyn e del migliore amico Max Waters, i quali si chiederanno se sarà giusto portare a termine le ricerche.

Wally Pfister porta sul grande schermo un cyberpunk che come nei grandi film del genere, indaga sul rapporto che si è venuto a creare tra l’uomo e la tecnologia, aspetto preponderante nella vita odierna di ogni essere umano. Le domande principale che si pone Trascendence sono essenzialmente tre: 1) l’Intelligenza Artificiale è una minaccia per il modo in cui viviamo? 2) Cosa succederebbe se i computer provassero emozioni? 3) Fino dove saremmo disposti a spingerci pur di salvare una persona a noi cara? Domande a cui il regista risponde con 120 minuti di (pseudo) azione e filosofia che non forniscono una risposta ma portano in dote solo noia ed altre domande.

Come purtroppo spesso accade Trascendence è uno di quei film interessanti sulla carta ma che a conti fatti lascia molto a desiderare per come vengono trattati gli argomenti che propone. Un film che ricorda illustri predecessori del genere come 2001: Odissea nella spazio, TerminatorRobocop, Videodrome o i più recenti Matrix, Moon, Her e la serie tv Revolution, tutti prodotti in cui viene snocciolato il rapporto tra l’uomo e la tecnologia e dove viene messo in evidenza che la giusta maniera di utilizzare la tecnologia è soggettiva e varia da individuo ad individuo.

Ciò che manca alla pellicola nei confronti delle pellicole citate sono principalmente tre: il ritmo narrativo, la minaccia incombente e il genio assoluto del protagonista. La storia, che risulta essere circolare poiché l’inizio e la fine coincidono, procede lentamente e senza veri e propri colpi di scena, una storia in cui il protagonista, un Johnny Depp finalmente libero da personaggi dall’andatura ciondolante, non è un genio visionario con un idea rivoluzionaria ma un semplice scienziato curioso di spingersi oltre i limiti imposti dalla scienza e dove l’intelligenza artificiale più che una minaccia è un bambino curioso e bisognoso di affetto.

Trascendence è uno sci-fi in cui la fantascienza lascia il campo alle relazioni umane e soprattutto all’amore, in particolare al suo aspetto romantico e morboso della continuazione del rapporto con la persona amata anche dopo la sua morte. Un aspetto che se da una parte rappresenta l’unico sussulto in un film soporifero, tutt’altro che aiutato dalla recitazione monocorde del cast, dall’altra non approfondisce in maniera nuova una tematica affrontata più volte. Occasione mancata.

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