“Trafficanti”: il film-denuncia del patriottismo americano

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Trafficanti è il nuovo film diretto da Todd Philips, la cui sceneggiatura è tratta da un articolo di Guy Lawson

Trafficanti si inserisce nel genere cinematografico di denuncia dell’eccessivo patriottismo americano cieco a qualsiasi senso logico e di buon senso come possono essere i docu-film di Michael Moore, ma effettivamente questo film è da annoverare nella pura commedia americana moderna.

Il mondo che racconta e dichiara apertamente come insensato è quello del mercato delle armi e della gestione spericolata ed eccessiva che se ne fa. L’approvvigionamento degli armamenti viene organizzato da ogni stato con un esercito (quindi non il Costa Rica, ma per nostra sfortuna ancora da parte dell’Italia) e con una costituzione che preveda la difesa armata dei propri confini, con metodi più o meno leciti, ma il sistema che negli anni di Bush ha rifornito “l’esercito di liberazione” in Iraq a stelle e strisce ha qualcosa di abominevole e surreale allo stesso tempo. Per impedire che solo le multinazionali “mangiassero” la fetta della torta “armi”, si permise a chiunque sapesse procurarsi armi, di prendere parte ai bandi di gara che il governo pubblicizzava su siti specializzati, una sorta di Amazon governativa. Bisogna ricordare che nella costituzione fondante i liberi stati americani permettono l’uso e la difesa personale con armi da fuoco e quindi ogni privazione di questo diritto è anticostituzionale e può essere punito con multe federali e carcere. In uno stato di diritto vero sarebbe assodato il contrario, ma l’America, per quanto avanzata, ha leggi che risalgono ancora al concetto del far west e della giustizia fai-da-te!

Quando uno stato permette che cittadini, non necessariamente incensurati, forniscano armi d’assalto e da guerra a un governo che dispone guerre su infondate teorie complottistiche o di minaccia su presunte prove di armi chimiche, allora il sistema è sbagliato, la guerra non è più difesa del territorio o dei cittadini, ma mero business da alimentare come un fuoco sotto la cenere.

La contraddittorietà del capitalismo americano consente strappi alle regole in nome di un finto potere autoproclamato e di una ipocrisia di fondo che non ci si vergogna più di celare. La spudorata faccia tosta di chi si proclama liberatore del mondo alle spalle dei civili e dei poveri contribuenti non ha più limiti. Il potere del denaro travalica il senso di disgusto verso un carico di sangue da alimentare giorno dopo giorno senza fine. Se si pensa che per un anno di guerra in Iraq, non ancora conclusa, si spendono 4 mld di dollari di aria condizionata allora i valori sono stati stravolti, quello che è nero è grigio e quelli che vedono la luna indicano la pozza d’acqua dove è riflessa. Il mondo viene capovolto per falsi idoli, ma quella bugia tanto a lungo dichiarata diventa vera perché sostenuta con la forza della “diplomazia”, delle armi e della paura.

trafficantiLa scusa del terrorismo degli ultimi anni ha dato autorità ai signori della guerra e ai governi conniventi di una sporca politica infangata e senza più una coscienza che la possa salvare. La menzogna impera nel sistema soldi-petrolio-guerra-multinazionali.

Questo film è un inno a questa idolatria, tanto assurda da risultare paradossalmente vera.

La guerra, per certi poteri forti americani, è come un Luna Park, le armi sono le giostre e i giocatori e gli avventori sono i protagonisti di questo spettacolo grottesco.

L’unico modo per questo film di raccontare questo sistema senza risultare complice, è stato con la chiave comica che Todd Phillips sa gestire al meglio dai tempi di Una notte da leoni. Solo l’America può raccontare se stessa con tanta esagerazione e critica profonda come in questi film spudorati. L’abbiamo visto in Anarchia, La notte del giudizio, lì in chiave horror o nel più vecchio ma mai datato Dottor Stranamore di Kubrick in chiave comica e geniale.

La guerra è come un’orgia che chiede sempre nuovi attori e che il denaro alimenta come una fonte inesauribile.

Potente film, in conclusione, contro la guerra. Un film horror per certi versi che deve far riflettere sul nostro presente, ma soprattutto sul nostro futuro, se ne vogliamo uno!

Regia: Todd Phillips

attori: Jonah Hill, Miles Teller, Ana de Armas, Barry Livingston, Shaun Toub, JB Blanc, Ashley Spillers, Barbra Roylance, Brenda Koo, Ashli Haynes.

anno: USA 2016

durata: 149′

genere: commedia

voto: 4/5

Ramsis D. Bentivoglio

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