“Thierry Fremaux? Ha fatto la cosa giusta”, dice Spike Lee

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Il primo presidente nero della giuria di Cannes concorda con lo slittamento del Festival: “La gente sta morendo”

Negli ultimi 73 anni quello di Cannes è stato spesso pubblicizzato come il festival cinematrografico più grande e più glamour  del mondo. Ma quest’anno si pensava che avrebbe fatto la storia perché, scrive Variety, il regista e attivista Spike Lee era stato scelto come primo presidente nero della giuria. Ma anche Cannes è saltato, per tornare al momento non si sa quando (fine giugno? Inizio luglio?). “Sono d’accordo al 100 per cento con la decisione di Thierry Fremaux di far slittare il Festival di Cannes. Il mondo è cambiato e lo fa ogni giorno. La gente muore con il coronavirus, e il presidente francese ha detto più volte – lo dico con parole mie – che siamo come in guerra. Le cose che amiamo hanno dovuto fare un passo indietro: cinema, tv, sport e uno sport globale come il baseball. Così molte cose sono slittate, scelta con la quale concordo”.

“Thierry Fremaux ha fatto la cosa giusta”, dice Spike Lee

E’ lo stesso Lee a dirlo alla rivista americana, consapevole che per mettere di nuovo piede sulla Croisette dovrà aspettare, quando solo due anni fa proprio Cannes gli aveva permesso di rilanciarsi con BlacKkKlansman, col quale giunse fino all’Oscar. “Non dimentichiamoci – ha continuato il regista di ‘Fa’ la cosa giusta’ – che Cannes è il più grande festival del mondo, il più grande palcoscenico per il cinema. Non posso far finta di sapere che succederà domani. Ma tutti dobbiamo pregare, inginocchiarci per uscirne, trovando un vaccino per poi tornare in piedi, fisicamente, emotivamente e finanziariamente, in tutto il mondo. Non è uno scherzo, non è un film, la gente sta morendo”. Lee ha poi raccontato al magazine di aver trascorso questi giorni nella sua casa di Brooklyn con la famiglia, facendo quello che tutti provano a fare, ovvero stare uniti, lamentando anche la mancata disponibilità di tamponi (in un momento in cui davvero tutto il mondo sembra paese). “Vorrei che Trump la smettesse di chiamarlo ‘virus cinese’, per favore basta. Sta mettendo in pericolo gli asiatici americani in tutto il paese”, ha poi sostenuto.

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