“The imitation game”: genio e riservatezza

The imitation game foto

Il consiglio di Valeria e Federica di Film Italia

Cari lettori,
la notte degli Oscar (il 29 febbraio) si avvicina e così questa settimana vi parliamo di un film che l’anno scorso è stato molto apprezzato dalla critica e dal pubblico: The imitation game. Il film sulla vita del brillante matematico e crittoanalista Alan Turing, diretto da Morten Tyldum, ha ottenuto ben otto nomination, tra cui miglior film, miglior attore protagonista a Benedict Cumberbatch e attrice non protagonista a Keira Knightley, vincendo la miglior sceneggiatura non originale. La pellicola, infatti, è tratta dalla biografia di Andrew Hodges “Alan Turing. Storia di un enigma”, adattata per il grande schermo dal giovane sceneggiatore Graham Moore.

The imitation gameAnni ’50: Alan Turing, un uomo solitario e pieno di segreti, è sotto interrogatorio perché accusato di atti osceni in luogo pubblico, pertanto, decide di rivelare l’evento che ha cambiato la sua vita. Nel ’39 entrò a far parte di un team di matematici, scienziati e campioni di scacchi con lo scopo di decriptare i messaggi segreti nazisti codificati con la macchina Enigma. Inizialmente, a causa del sua riservatezza e della sua inettitudine nei rapporti sociali, non riuscì ad avere l’appoggio dei suoi aiutanti che lo consideravano solo un uomo pieno di sé e arrogante. Grazie alla sua genialità e al sostegno di Joan Clarke, una giovane donna appassionata di matematica, costruì una macchina chiamata “Christopher”, che tuttavia non riusciva ad avere risultati soddisfacenti.

The-Imitation-Game-Nel frattempo chi non aveva fiducia in lui addirittura lo accusava di essere una spia russa. Ma una sera, Alan ebbe un intuizione geniale riguardo la macchina e decriptò il suo primo messaggio, riuscendo a prevedere il prossimo attacco. Tuttavia, quello che era sembrato un lavoro apparentemente impossibile, in realtà non era la cosa più difficile…Turing, infatti, per nascondere questo importante segreto ai tedeschi e permettere all’Inghilterra di vincere il conflitto, interveniva solo in alcuni casi. E così come rivela il titolo del film, da quel momento in poi Turing fu obbligato ad operare nel più totale segreto, a fare appunto un gioco di stratagemmi ed enigmi che non si estendeva solo ai codici, ma anche alla vita stessa di Alan, il quale celava la propria omosessualità in una società governata da leggi che non accettavano la diversità umana. Quindi non è solo un film che mette in luce un pezzo di storia, ma è anche una denuncia ai limiti di un paese che proprio mentre metteva in ginocchio la Germania, non permetteva di essere liberi.

È un’ottima pellicola, che rende giustizia agli avvenimenti storici di quel periodo ma soprattutto ad Alan Turing, a due anni dalla grazia postuma da parte della Regina Elisabetta. Il brillante quanto tormentato matematico è interpretato da Benedict Cumberbatch, uno degli attori inglesi più bravi degli ultimi anni, che non lo ritrae come un martire di guerra, bensì come un uomo semplice, pieno di paure, solo e fragile ma al tempo stesso pieno di responsabilità. Perchè « A volte sono le persone che nessuno immagina possano fare certe cose, quelle che fanno cose che nessuno può immaginare. » (Alan Turing)

Federica e Valeria di Film Italia

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