Suicidio assistito per l’opera prima di Valeria Golino

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Suicidio assistito per l’opera prima di Valeria Golino

Miele, con Jasmine Trinca, dal 1° maggio al cinema

Selezionato nella sezione Un certain regard, il film che segna l’esordio alla regia di Valeria Golino sarà presentato al Festival di Cannes il prossimo 17 Maggio. Con Carlo Cecchi, Libero De Rienzo, Vinicio Marchioni, Iaia Forte.

Una trentenne che assiste i malati terminali, procurando loro un barbiturico comprato in Messico: persone ormai private della propria dignità di esseri umani, giunte al culmine del dolore, che decidono di interrompere le proprie sofferenze.

valeria-golino-jasmine-trincaArgomento decisamente tabù – “più per le istituzioni che per il pubblico”, come ha affermato la regista – qui affrontato con coraggio, delicatezza e autenticità. E senza ricorrere a sequenze strazianti o ad immagini gratuitamente sanguinolente.

Tratto dal romanzo A nome tuo di Mauro Covacich, il primo film di Valeria Golino è davvero una bella sorpresa: non solo per i contenuti di un certo spessore ma soprattutto per le splendide performance, in particolar modo di Jasmine Trinca e Carlo Cecchi. Lei ha una missione, lui scombussola i suoi piani e le sue convinzioni.

Per il suo esordio alla regia, la Golino, ha sperimentato le potenzialità del nuovo mezzo e lo ha fatto nel migliore dei modi, senza ricorrere a virtuosismi stilistici che avrebbero intaccato la gravità di quanto messo in scena. Inquadrature dal tocco autoriale sì ma senza esagerare.

jasmine-trinca-carlo-cecchi-mieleIl risultato è un film scorrevole, in cui la fotografia dona alle immagini un tocco doloroso e poetico.

L’opera prima dell’attrice napoletana è stata prodotta da Riccardo Scamarcio; per trovare i finanziamenti ci son voluti due anni e mezzo e Miele è un film a basso costo che mette in scena “un personaggio inedito”.

Sul romanzo originario è stato fatto un grosso lavoro: “abbiamo scelto le cose che più ci piacevano.

Alcune le abbiamo cambiate, come il finale, altre abbiamo dovuto eliminarle perché rendevano bene sulla carta ma non avrebbero funzionato sullo schermo”.

Un buon esordio dunque, sotto tutti i punti di vista. Non ci resta che fare un grande in bocca al lupo alla neo regista e a tutti i realizzatori di questa piccola, grande storia.

 

Daria Castelfranchi
d.castelfranchi@araldodellospettacolo.it

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